martedì 24 aprile 2018

Luoghi di Libri – Un sito e un Blog dove vivere i libri, perché i Sentieri si costruiscono viaggiando!

LoreGasp e SimoCoppero


Vi è mai capitato di desiderare di andare a visitare dal vivo i luoghi citati nei libri che leggete?
Vi piacerebbe trovare una mappa dove, accanto al nome della città o della nazione, apparissero magicamente tutti (o quasi) i libri che le citano? No, non sto pensando alla Mappa del Malandrino di Harry Potter.

Mi riferisco a qualcosa di reale, che è diventato concreto da appena un paio di mesi, per cui potete smettere di sognare e affrettarvi a visitare il sito http://luoghidilibri.it/

Ma che cos’è in concreto? Ve lo lascio raccontare da Simona, che è stata una delle principali promotrici di questo bellissimo progetto:

Noi che non stiamo mai ferme - forse il Blog dovrebbe chiamarsi idee in movimento, o Del Furore Di Avere Idee – abbiamo iniziato altre collaborazioni.

Con Andrea e Francesco, capo e smanettone, abbiamo creato un nuovo sito: Luoghi di Libri. Un portale che traduce le esigenze di lettori, scrittori, case editrici, librai, addetti ai lavori in genere.  Sul sito è possibile interagire caricando dati non ancora immagazzinati (tutto verificabile nelle ricerche), ma soprattutto analizzare dati: voglio leggere un libro ambientato nella città x? Troverò l’elenco di tutti i titoli che avranno al loro interno quella città. Potrò collegarmi direttamente ai portali per l’acquisto del titolo, ma potrò anche vedere la biblioteca più vicino a me che disponibilità ha.

Provate a fare un giro: http://luoghidilibri.it/.  Siamo a disposizione per qualsiasi domanda agli indirizzi mail, siamo a disposizione per uno scambio pubblicità per chi possiede un sito, ampliando la nostra pagina delle amicizie. Compariamo sulle pagine Facebook e Instagram, ma da poco abbiamo anche un canale YouTube dedicato.

Sul sito di Luoghi di Libri trovate anche tutti gli incontri e gli eventi culturali organizzati da Bolla e Fantasia, e un blog, nuovo di zecca, Appunti di Viaggio, dove compariranno le nostre recensioni. 

Il Blog Del Furore Di Aver Libri avrà un amico in più degli stessi bit con cui dialogare e scambiare pareri sui libri letti e visitati.

Volete farvi un giretto? Allora collegatevi qui: http://luoghidilibri.it/appunti-di-viaggio/

E troverete già inviti per grandi viaggi: vi aspettiamo, partite con noi!

lunedì 23 aprile 2018

Giulianna D’Annunzio – Un gatto randagio ma non troppo – Un’altra magia felina.

LoreGasp


Una storia dolcissima. Se dovessi condensare l’energia di questo libro in pochissime parole, sceglierei queste. Della favola e della fiaba, ha i sentimenti di valore e una certa magia. Della realtà, l’indifferenza e la superficialità che degenerano in crudeltà, che abbondano in certi esseri cosiddetti umani.

E’ il terzo libro di Giulianna D’Annunzio per Spunto Edizioni, dopo IlGentilcane, letto da Simona, e Ti do una zampa. I suoi personaggi sono soprattutto gli animali, cani e gatti, che allietano la sua famiglia reale e che la ispirano.
Dopo Gattoterapia, ero veramente curiosa di ritrovare una storia con un gatto in mezzo. E mentre mi dirigevo verso questo libro, mi sono fermata anche in casa di uno dei protagonisti principali di Polvere, il nuovissimo romanzo di Enrico Pandiani, dove un Gatto di personalità non mancava mai di fare risaltare la propria importanza, con strusciate e fusa ad hoc.

Un’ulteriore conferma della magia e del grande senso della scena e del massimo protagonismo posseduto da questi animali bellissimi e misteriosi.

Siamo a Latina, a casa di Samuele. Siede sul letto, sta rabbiosamente guardando il suo smartphone che sputa messaggi su messaggi Whatsapp. Non sono messaggi simpatici, le persone che li mandano non lo sono nemmeno un po’. Sono teppistelli che amano creare pasticci, e divertirsi a vandalizzare i pezzi di città in cui capitano. Samuele ci è capitato un po’ per caso, un po’ per sfogare l’impasto di dolore e rabbia che si è formato nella sua vita un anno prima, ma ora si accorge che trasformarsi in un ridicolo vandalo del millennio non è una medicina così efficace. Francesca, sua madre, lo ha messo in punizione per essersi lasciato coinvolgere in una bravata che poteva anche essere più pericolosa, e questo gli ha fatto vedere in quale abisso di stupidità si stava allegramente immergendo.

sabato 21 aprile 2018

I thriller di Edvige#6 – L'uomo che dorme


ValeLanino

Il corpo di una prostituta di sessant' anni viene rinvenuta nella sua abitazione. L' assassino l' ha strangolata. Chi se la prenderebbe con una prostituta di quell' età? E perché? Il colpevole è stato arrestato ma l' avvocato di esso spera di fargli avere l' infermità mentale per non farlo punire come meriterebbe ed è qui che entra in gioco il protagonista del libro, lo psichiatra Antonio Costanza. Toccherà a lui sondare la mente omicida di uomini che odiano le donne, trascinato in un caso in cui la Legge sembra incapace di fare giustizia.

A volte, certi libri non hanno bisogno di presentazioni, questo è quello che accade quando un libro è ben scritto, scorrevole e incuriosisce il lettore.
E' un buon noir che si fa leggere molto bene e ti da molto da pensare.
A fare da sfondo in questo libro è la città dove è ambientato, Salerno, città sospesa tra vecchi sapori di provincia e vanità da metropoli sul mare.
Consiglio davvero a tutti di leggere questo libro in primis perchè la penna da cui è nato sa davvero il fatto suo e poi perchè ti fa pensare a molte cose, esempio come si fa a capire se una persona mente o no? A volte si pensa che sia una domanda banale, ma siete proprio sicuri di capirlo davvero?

"Lo psichiatrico richiama il mostro. Il mostro impressiona chi deve giudicare"
Due frasi di forte impatto! Se volete saperne di più leggetelo e, credetemi, non ve ne pentirete.

giovedì 19 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#55 - Inconsapevole erede


SimoCoppero
Altro giro altra corsa: ci ho preso gusto. E’ arrivato tra le mie mani il secondo libro di Mariapaola Perucca e mi è letteralmente saltato addosso.


Parto dalla copertina: delicata, essenziale, tenue, che sa di primavera, che ti invade il cuore senza sapere il perché e tutto questo basta a non staccare più gli occhi da questo piccolo libro.
Annadele, un nome diverso e originale per un personaggio, si trova a scappare da Torino e dallo smog dopo la fine di una brutta storia sentimentale verso la casa che è stata dei nonni nei dintorni di Parma. Un soggiorno curativo in compagnia della cugina che abita la residenza, Bruna, con dei risvolti un po’ rosa e fiabeschi e un po’ da detective.

Un racconto facile, ma così bello, forse complice anche la scrittura schietta, diretta, senza troppi giri di parole nelle descrizioni, da sentirsi liberi. L’associazione di idee mi fa pensare a una piuma che volteggia nell’aria prima di depositarsi. Un giardino, il giardiniere, le amiche della nonna di Annadele ancora in vita a raccontarci di un passato prima della seconda guerra mondiale e durante.

Meraviglioso, più penso a queste pagine e più ho voglia di partire, di sentirmi leggera, proprio come quando lo stavo leggendo. E non pensiate di poterlo classificare come letture sotto l’ombrellone: sarebbe un’etichetta troppo stretta e riduttiva.

La chiave principale della storia è l’amore, in tutte le sue forme: nonna e nipote, fidanzato e fidanzata, amico e amica, gradi di parentela, si può spaziare senza dare limite alla fantasia in nessun modo. Nulla si ferma, tutto si modifica, e spesso cambiare aria fortifica, fa sparire paure, ne fa apparire di nuove, cancella sensazioni.

Mentre lo leggevo pensavo che potrebbe essere anche una piccola storia cinematografica, dove la parte del giardiniere dovrebbe essere interpretata da uno uomo di grande fascino, silenzioso, schivo, quasi quasi un po’ orso, ma intrigante, con gli occhi e il sorriso che parlano da soli e sicuramente dicono più di tante parole.

Le lettere: nel racconto ci sono integrate lettere arrivate dal fronte, lettere di una vita durante la guerra, un prezioso lascito da condividere con le nuove generazioni, che non sono frutto di fantasia, ma riportate perché appartenute alla famiglia.

Il primo libro NON era un esercizio di scrittura, questo ne è stato conferma. Aspetto il terzo.

lunedì 16 aprile 2018

I thriller di Edvige#5 – Silenzio


CrisMazzuccato

<<Il silenzio veste i vigliacchi, alimenta le illusioni, protegge i mostri e offende gli innocenti, cela amori proibiti e desideri illeciti. Le anime sono infedeli al corpo che le ospita, parole non dette e mani diventano complici per confondere ancora di più le acque >>

Da ragazzina adoravo Eros Ramazzotti. Qualcuno forse ricorda la canzone "Taxi giallo" [.. Guido guida un taxi giallo, nel bordello metropolitano. Porta in giro soldi e stracci di ogni genere che sia umano..]. Tendo spesso ad associare una canzone al libro che sto leggendo, come la colonna sonora di un film. (L'autrice, ben più top di me, cita i Dire Straits, per inciso. Ma capirete la mia premessa!) 

Ebbene siamo qui, sullo sfondo di una Roma, che.. <<.. non capisci se non la respiri brevemente ... splendida cinquantenne che sa di essere ancora sexy da morire. Ti mostra le unghie scrostate con noncuranza, neanche fossero ancora laccate dei giorni perfetti della sua gioventù. Ti zebra la faccia di graffi, li accogli come fossero carezze.. Un'eterna, superba e immobile signora con le calze smagliate e le tette ancora sode.. Strega, spietata e sarcastica e bella. Bella che non puoi non amarla >>. 

Qui conosciamo Ernesto che nel suo taxi porta a spasso "anime che ogni tanto si squarciano". Ne vede di persone, incrocia sguardi, incontra occhi dietro i quali si nascondono storie malate di solitudine, di rabbia, di.. Silenzi. Sono occhi verdi, talvolta sono nocciola.. Ma di che colore sono gli occhi del Diavolo?

Ernesto, tassista capitolino che voleva dipingere la sua vita di colori, con un pennello ed invece è il tassametro che scandisce le sue giornate a tinte grigie. 

domenica 15 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#54 - Il tempo dentro di noi


SimoCoppero


Nuovi libri, nuove collaborazioni, nuove case editrici, nuovi autori: sapete che sono curiosa e cerco sempre di portarvi qualcosa di nuovo da scoprire.

Oggi ho in mano un libro della Edizioni Convalle, Il tempo dentro di noi di Stefano Galardini.  Gran bel libro, grandi spunti di riflessione, molto ben scritto. Una grande amicizia, iniziata tra i banchi di scuola e finita al tramontare della vita, come ci introducono le prime pagine del libro.

Chi ha mai detto che un’amicizia tra un uomo e una donna non può esistere? Esiste eccome, e in questo caso riesce ad essere più forte di qualsiasi intrusione esterna per un’intera esistenza. Certo, ci saranno sempre fattori esterni che la destabilizzeranno, momenti di riflessioni delle due parti, allontanamenti volontari o no, ma ci sarà sempre un punto di ricongiungimento e l’amicizia sarà più forte e più salda di prima.

Luca e Lidia, questo legame indissolubile, anche davanti a una famiglia e a dei figli, un filo teso che non si slaccia mai e non ha mai tentennamenti: una scintilla iniziale, una domanda sul concerto dei Nirvana e nulla è più lasciato al caso.

Il passare del tempo stratifica situazioni, fa maturare entrambi che diventano complici, una sintonia che mai porta a pensare a una relazione tra i due, anche quando potrebbe essere.


Ho viaggiato sulle pagine di questo libro, tra le note dei Nirvana, mi sono fatta cullare da situazioni di vita probabili e improbabili, ho guardato dentro di me e ho cercato il tempo, proprio come hanno fatto Luca e Lidia per una vita intera.

Vi lascio questo pensiero, estrapolato dal libro: “Pensavo a questo ritaglio di tempo, tra il prima e dopo me. Pensavo al mio presente, a tutti i miei presenti di ogni secondo degli ultimi settantasei anni. … Pensavo a quanto caso sia entrato in gioco nella mia vita, a quale lancio di dadi inconsapevole sia stato vivere la vita che ho vissuto. A pensarci ora, a ritroso, mi sembra di non aver fatto nemmeno una scelta che fosse davvero mia. “

E’ impossibile vivere senza rimpianti ci dice Stefano Galardini. Leggete questa storia, all’ultima riga capirete perché ne sarà valsa la pena.

martedì 10 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#53 - Se la notte ti cerca


SimoCoppero

Nuova lettura condivisa del mese lanciata da Valentina (rubrica I thriller di Edvige) e non si poteva non cogliere, essendo Romano De Marco, in uscita da poco con Se la notte ti cerca, un autore del gruppo.

Un nuovo commissari, Laura Damiani, ad animare le indagini e le ore di noi lettori, nuovamente una donna: una Laura Damiani abbastanza giovane, sveglia, molto solitaria, scottata da relazioni amorose finite per mille e uno motivi diversi, ma grintosa, tagliente, alla ricerca della verità, l’unica che può farle fare un ottimo lavoro.

Thriller, si assolutamente, ma Romano De Marco nel suo romanzo riesce a varcare la soglia del solo thriller: tra le righe un mondo marcio, fatto di verità nascoste per poter fare carriera, di casi archiviati come incidenti per chiudere più pratiche possibili per avere punti aggiuntivi alla scalata per il posto di maggior rilievo. Tutto questo si scontra con chi di verità ci vive, con chi ci crede, con chi crede che fare bene il proprio lavoro renda il mondo un posto migliore, con chi arriva anche a rischiare il proprio posto lavorativo per la verità. L’autore si muove in un mondo oscuro fatto di ricatti, di locali notturni per ricchi, di regali in cambio di qualcosa, di amore e sentimenti clandestini, ricatti verso gli omosessuali , ma in tutta questa giungla poco comune c’è chi spera e vede un raggio di sole.

lunedì 9 aprile 2018

Dei libri di cucina. Post per nulla serio!

LoreGasp


Oggi è lunedì, e ho voglia di scherzare. A questo, aggiungo che leggere due libri di fila con persone che cucinano, per quanto da punti di vista opposti, mi ha fatto venire in mente una domanda. Che è rimasta lì senza risposta, e che mi ha fatto sganasciare dalle risate. E il risultato è questo post per nulla serio.

Andiamo con ordine.

A breve distanza l’uno dall’altro, ho letto Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino e Gattoterapia. Apparentemente, non c’è un legame a cercarlo con la lampada di Diogene, a parte l’azzurro delle copertine. Il primo è un “giallo d’uovo” su un killer di cuochi (la definizione giallo d’uovo è dell’autore, Luca Iaccarino, e ancora mi fa sganasciare), mentre l’altro è la storia di un cambio radicale di vita di un essere umano che imita la noncuranza felina.

Il gancio comune, però, è la cucina. Sia Iaccarino nella parte di se stesso (nel libro è lui che indaga, ricordate), sia Lorenzo amano cucinare. È un’attività che li rilassa. E i paragrafi che li descrivono mentre fanno soffriggere cipolle o aggiungono, mescolano ingredienti, o controllano la doratura degli infornati, fanno venire davvero l’acquolina in bocca. Almeno, io avrei voluto essere lì, in quelle cucine, ad assistere alle loro creazioni, per guardarle con i loro occhi. È diverso dal cucinare in prima persona. Soprattutto se quella persona sono io, che cucina per necessità. Mi piace cucinare, ma non ho il talento di accostare elementi per creare sapori, che a loro volta causeranno sensazioni, apprezzamenti, esperienze.

Ho ripensato ai libri che ho letto dove la cucina era presente. I due libri di Muriel Barbery, per esempio. Come l’acqua per il cioccolato, di Laura Esquivel. Kitchen, di Banana Yoshimoto. Gli autori erano in grado di far venire l’acquolina in bocca descrivendo i sapori, le cotture, le sensazioni.
Wow, grandiosi. Davvero.

Ma questi sono autori che scrivono romanzi. Romanzi che sono ambientati anche in cucina. Trame che coinvolgono cuochi o amanti del cucinare, che sono in grado di destare sensazioni con le loro descrizioni. È il loro lavoro.

E… che diciamo dei libri di cucina?

venerdì 6 aprile 2018

Sergio Vigna – Trabant 89 – Mondi a confronto

LoreGasp


I libri si chiamano l’un con l’altro. Basta poco, pochissimo. Il 1987 di Nessuno come noi di Luca Bianchini ha fischiettato verso un altro libro della Cintura d’Orione, che si è subito messo in evidenza: Trabant 89, di Sergio Vigna. Due anni di differenza, due mondi opposti, un’atmosfera diversa e un monte di cambiamenti.

Siamo di nuovo in Piemonte, per sottolineare il luogo di nascita, Torino, di Marisa, una delle protagoniste principali del libro. L’altro è suo marito Guglielmo, autista di autobus di linea, onesto lavoratore e sostenitore fedele dell’ideale del comunismo, fervente ammiratore della sua applicazione nei Paesi dell’Est. Li conosciamo brevemente prima di partire con loro per le vacanze estive ad agosto, programmate e cercate con tanta accuratezza durante l’anno, soprattutto da Guglielmo. La destinazione scelta riguarda proprio i paesi del blocco sovietico, e soprattutto Berlino Est, con il suo angosciante muro famoso.

E’ soprattutto lui ad essere entusiasta di questa scelta: non vede l’ora di toccare con mano la realtà di un governo del popolo, una concretizzazione dell’ideologia in cui crede con sincerità. Marisa, la moglie, è più scettica, e forse un pochino stanca di questo suo idealismo, dovuto anche alla sua estrazione medio borghese di figlia di imprenditori; tuttavia, in nome del suo affetto e del suo legame collaudato, si convince presto ad accompagnare il marito meglio che può, almeno nell’entusiasmo, in un viaggio pieno di incognite.

Incomincia la loro avventura in camper, attraversando la Cecoslovacchia, visitando Praga e dintorni, stabilendosi nei campeggi fuori città e… toccando davvero con mano la realtà di quei paesi. Non sembra dorata come sulla carta, però. Marisa è la prima ad accorgersene, Guglielmo è ancora foderato nel suo idealismo. Questo non gli permette di vedere fino in fondo l’arretratezza dei paesi che attraversano, e di ascoltare la principale lamentela mormorata dalle persone che incontrano: non essere liberi di scegliere dove andare. C’è una certa rassegnazione chiusa e silenziosa negli ucraini, polacchi e cechi che campeggiano insieme a loro, e che li guardano con attenuati sospiri di invidia perché la bella Croma con cui viaggiano trainandosi un camper inimmaginabile lì, parla di un mondo e di possibilità che a loro sono precluse. Non c’è ostilità: passato il primo momento di imbarazzo macchinoso, Marisa e Guglielmo trovano sempre il modo di scambiare parole, anche in lingue stentate, e di farsi conoscere.

martedì 3 aprile 2018

Giorgio Pirazzini – Gattoterapia – Imparare dai gatti per vivere, guarire e…

LoreGasp


Per chi ama i gatti, questo titolo sarà quasi qualcosa di scontato. Ed è risaputo che avere in casa un animale da compagnia abbia effetti rilassanti e divertenti sui padroni umani. E se l’animale in questione è un gatto, ancora di più, per quanto i ruoli sono invertiti. La casa appartiene al gatto, che è il vero signore dell’umano che ha il preciso compito di prendersene cura, sfamarlo, coccolarlo a comando e mettersi da parte quando Sua Signoria (il gatto, sempre) ritiene di doversi occupare di altro.

Una volta richiamati in testa questi brevi elementi, ne resta da aggiungere un altro, che si rivela l’asse portante dell’intero libro: "Un gatto non si butta nel fuoco per nessuno”.

Strano? Aspettate a dirlo, inizia la storia di Lorenzo e Claudia.

Lorenzo è un pubblicitario mediocre, che va presto in crisi. È un buon esecutore, ma la sua fantasia e il suo potere di attrazione clienti con i suoi testi diligenti ma senz’anima, sono molto limitati. Sua moglie Claudia è una pubblicitaria come lui, ma creativa, forte e aggressiva. Se vuoi qualcosa, prendilo! è il suo mantra, il suo motto, la sua filosofia da sempre. Vivono a Londra in un appartamento che rimarrà solo a lui, dopo che Claudia se ne andrà a mordere la vita con un altro uomo, brillante e aggressivo quanto lei.
Pare l'inizio della fine per Lorenzo, e per qualche tempo si trascinerà in una vita da zombie. Indeciso se andare a riprendersi una donna che chiaramente lo ha messo da parte, se chiudere il baule dei ricordi, spezzare la chiave, e buttare il suddetto in un fiume, oppure se farla finita, magari con un gesto esagerato.

Se fosse solo, probabilmente la terza ipotesi si concretizzerebbe.

domenica 1 aprile 2018

Leggere ... volare ... vivere!#52 - Amara luce Villa Margot

SimoCoppero
Prendo in mano un nuovo libro e una nuova casa mi fagocita. Una casa avvolta da un mistero e da un caso irrisolto.
Nuova penna della scuderia di Spunto Edizioni, Nazzareno Lasagno con il suo Amara luce a Villa Marot, ci porta in una Rivoli del 1999, ma per risolvere il caso il tempo della ricostruzione è quello della fine della seconda guerra mondiale.  Un bel noir, mi ha appassionata e mi ha tenuta incollata alle sue pagine fin dalle prime battute dove Piero, architetto, propone all’amico Donato, avvocato, di acquistare questa villa ubicata alle porte di Torino, circondata da un bel parco e da tanto mistero.
La storia inizia di lì e ci porta indietro nel tempo: Donato è affascinato dal posto, ma qualcosa desta in lui perplessità e così, come la professione di avvocato insegna, comincia a cercare di capire chi è il colpevole di un delitto avvenuto cinquant’anni prima dentro quelle mura.

Le indagini porteranno Donato anche a Parigi, ma con l’aiuto della fidanzata Irene e dell’amico Piero tutto tornerà a splendere proprio con l’arrivo del nuovo millennio.
Ben costruito, scrittura rapida e diretta, non diventa mai noioso anche quando descrive o parla di ricordi dei personaggi e la casa … la casa è un sogno nella mia immaginazione: la serra, il parco, la ristrutturazione dei mobili vecchi, musica per le orecchie, parole serene per il cuore.
Un libro consigliato, di facile lettura, del filone casi irrisolti ma molto delicato e piacevole.
Fate anche voi un giro a Villa Margot alle porte di Torino, non ve ne pentirete.

sabato 31 marzo 2018

I thriller di Edvige#4 – Dieci Agosto

CrisMazzuccato

Due efferati delitti a distanza di quasi 150 anni l’uno dall’altro sconvolgono la Romagna. Una ricostruzione storica e un' invenzione romanzesca, consentiranno di indagare, lontani nel tempo ma vicini nello spirito indomito, al famoso poeta Giovanni Pascoli e al maggiore dei carabinieri Massimo Cerci.
 
Un romanzo dal ritmo incalzante, inizia lento per poi prendere il via e non lasciarti scampo. 
Ci troviamo al fianco di Massimo Cerci ad indagare con lui, passo passo, su una serie di strani omicidi. Massimo è segnato da un passato drammatico in cui ha perso i suoi affetti più grandi (la storia è ben raccontata nel precedente libro di Franco "Ombre Pagane"). Un uomo giovane ma forte, con un potere straordinario che è la sua condanna ma anche, in molti casi, la sua salvezza: ha il dono della reminiscenza, ovvero avverte sensazioni di dolore, sangue e morte nei luoghi in cui sono accaduti atroci delitti o forti violenze.

Quando Massimo va dalla zia, a San Mauro Pascoli, in occasione di una vacanza, non si aspetta certo di imbattersi in quella che sarà per lui un'avventura al limite della sopravvivenza. Qui infatti la zia lo accoglie con tutto il suo calore e, giorno dopo giorno, Massimo riesce anche ad avvicinare suo cugino Riccardo, affetto da sindrome di Asperger (una variante di autismo) e con lui si addentra nei misteri della morte di Pascoli e soprattutto indaga sui delitti inspiegabili che avvengono per mano di un irreprensibile "uomo col cappello" che lascia sui corpi martoriati delle vittime dei foglietti con i versi delle poesie del poeta. 

Ci addentriamo nella vita di Pascoli , una vita passata a cercare l'assassino del padre avvenuta per mano sconosciuta quel terribile giorno. Visitiamo anche la splendida Pantelleria con il suo sole, il mare e i suoi profumi (pare di sentirli..). 
Ma.. Nella Torre si nasconde un terribile mistero che solo alla fine l'autore vorrà svelarci.. In parte! 
I personaggi sono tutti ben descritti, ti puoi solo affezionare a loro, persino a quelli più ambigui come Rosa (misteriosa donna originaria del sud, temperamento mediterraneo che affascina, anzi strega, il maggiore) e Gabriella che cela un segreto dietro quello sguardo austero. Cosa le accomuna? 

E poi Riccardo.. Quanto mi è piaciuto questo ragazzo così fragile, ma così forte allo stesso tempo: geniale nella sua disabilità e, a modo suo, quasi affettuoso con il cugino. Anch'egli custode di un dono simile a quello di Massimo. Ma perché sa a memoria ogni singola strofa delle poesie del Poeta e le recita davanti ai cadaveri che, suo malgrado, si  trova a vedere?

Domande che troveranno tutte le risposte.. Un puzzle costruito in modo ammirevole, veramente una lettura fluida. Sebbene la vicenda sia intricata e i destini dei personaggi si intreccino più volte, Franco Mieli sa raccontare tutto in modo chiaro e per noi, ricostruire i fatti, sarà come giocare a Tetris! Con la differenza che, alla fine, il gioco resta aperto al dubbio sul vero assassino di Ruggero Pascoli. Ma, come giustamente mi ha detto l'autore :" Se la storia non ha saputo rivelarlo, credi che possa farlo io?" Touchè!

Un finale che corona degnamente l'intera vicenda e che vi farà commuovere, nonostante tutto. 
Vi consiglio vivamente di leggere questo romanzo se vi piace addentrarvi un po' nella storia di personaggi passati e contornarvi di mistero e un po' di misticismo!

Buona lettura e... Grazie Franco per tutto quello che sei riuscito a trasmettermi!

venerdì 30 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#51 - La casa di Linda


SimoCoppero

Questa volta tra le mani mi è capitato un dolcissimo libro. L’autrice è Mariapaola Perucca, titolare della casa editrice Spunto Edizioni, amica e una persona con cui ho moltissime affinità.

La casa di Linda è il suo primo libro, editato nel 2010 dalla casa editrice EdiGiò, che mi è stato presentato come un esercizio di scrittura. Certo, un esercizio di scrittura.

Parto dalla copertina, che immagino sia la foto di un quadro del papà di Mariapaola, dove ci vedo in tanti tratti la nipote Alice. Un dipinto bello, leggero, che ci porta direttamente nella trama del libro: leggendolo capirete il perché e ne coglierete i tratti delicati e leggiadri.

La trama, nulla di impegnativo è vero, ma molto carina, originale, quei libri che soffiano via con il vento e ti mettono in pace con te stessa leggendoli, trasportandoti in un'oasi di pace assoluta.

La protagonista principale mi viene da dire che non è Miriam, su cui si dipana la storia, non è Linda, vera padrona di una bellissima dimora, non sono tutti i personaggi che incontriamo in queste pagine ma è lei:  la casa.

mercoledì 28 marzo 2018

Luca Bianchini – Nessuno come noi – L’adolescenza prima di Facebook

LoreGasp


... Sono passati anni dall'ultima volta in cui ho fatto il giro dell'orologio per un libro. L'ho iniziato una domenica pomeriggio, quasi per scherzo. Volevo fare una pausa, e un libro mi è sembrata un’ottima idea. Per non farla durare troppo, come rischio spesso, mi sono costretta a metterlo da parte. A malincuore. L’ho ripreso di sera tardi, e non l’ho più mollato fino all’ultima parola, alle 3,40 del mattino.

Quando l’ho chiuso, salutando i suoi protagonisti, cercando la strada verso la camera a tentoni, mi sono trovata in compagnia di uno strano sentimento di semi-nostalgia sorridente, per questa immersione negli anni '80, e più precisamente nel 1987.

Senza Facebook, né telefonini, come precisa l'autore, ma con tutta la rigidezza degli anni adolescenti.
Siamo in Piemonte, nella provincia di Torino, in quella zona compresa tra Moncalieri (le belle ville della collina, soprattutto), Nichelino (i caseggiati popolari), Trofarello e Cambiano.
Il centro e teatro principale è il liceo scientifico Ettore Maiorana di Moncalieri, dove studiò lo stesso autore, Luca Bianchini. I personaggi principali sono un gruppo eterogeneo di ragazzi. Quattro spiccano su tutti, quelli su cui si appuntano subito i nostri sguardi, e quelli che ci fanno entrare immediatamente in casa loro, quando superiamo la copertina del libro.

Vincenzo Piscitelli, conosciuto come Vince, diciassettenne di Nichelino. Bravo a scuola, “bravo ragazzo” anche nella vita, innamorato da sempre di Cate, Caterina Ferretti, bionda bellezza graziata dall’acne tutta compresa nel suo mondo di star, Spagna, al secolo Alessandra Spagnolo, dark d’aspetto, di modi e per protesta vibrata verso sua madre e il mondo. Poche pagine ancora e inciampiamo in Romeo Fioravanti. E’ facile che inciampiamo letteralmente in lui, poiché il suo atteggiamento indolente e strafottente lo fa muovere intralciando gli altri, quando vuole. Di bell’aspetto e con il suo fascino, essendo più vicino ai diciott’anni e provenendo dalla parte lucida del mondo, la collina di Moncalieri con il suo carico di ville opulente.

domenica 25 marzo 2018

Incontro con l'autore#25 - Luca Iaccarino – Cuochi uccisi, cuochi risparmiati, un thriller giallo uovo, a Rosta!

LoreGasp


Cronaca di una serata divertente annunciata. Alla Biblioteca di Rosta, venerdì 23 marzo, con Luca Iaccarino e il suo gioiellino Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Torino, abbiamo trascorso una serata davvero divertente, a tutto tondo. Divertente perché Luca Iaccarino, di per sé, è un uomo brillante, informale, disponibile e molto competente, che ha saputo raccontarci i retroscena del suo romanzo tenendoci incollati a lui, e istruttiva, perché, grazie a lui, abbiamo colto degli aspetti di Torino che rischiavano di passare inosservati, e sottobanco.

È tipico di questa città nascondersi, purtroppo. Ama vestirsi di grigio, e scivolare via, facendo finta di niente, per non farsi osservare troppo, non farsi amare troppo. Quando, nonostante i suoi sforzi di understatement, la guardi meglio, scopri che i suoi colori principali sono quelli del sole tenue di primavera e delle acque dei fiumi in montagna. E’ piena di scorci spettacolari, di persone eccentriche e notevoli, e dal punto di vista culinario, disseminate tra le sue eccellenze eleganti, si trovano perle più “paesane” ma brillantissime, piacevolissime. 

È la Torino che Luca Iaccarino riesce a farci conoscere, facendo finta di niente. Anche lui. Sarà contagioso? Sotto le vesti di un “gialletto” (citazione dell’autore), un giallo molto divertente partito da un’idea originale, il giornalista gastronomico più bravo e simpatico del territorio ci conduce in un viaggio “parallelo” nelle altre realtà di Torino, non solo quella della ristorazione. Simona ne aveva già parlato qui.

I fatti, lo ricordo velocemente, sono questi: un serial killer si sta occupando di uccidere i più grandi cuochi di Torino, a partire dallo chef Baronetto de Il Cambio, i proprietari dell’antico Caffè Mulassano, e via dicendo. Luca Iaccarino, nel ruolo di se stesso, si trova suo (molto) malgrado a indagare su queste morti, inaspettate, inaspettabili e terrificanti, costretto dal… suo stesso lavoro. Essendo un giornalista gastronomico, ci si aspetta che frequenti i ristoranti per recensirli, compito che svolge con passione e puntualità. Il caso vuole che si debba presentare al Cambio per recensire il nuovo menu creato dallo chef Baronetto. Occasione meravigliosa e gioiosa, che viene funestata dal ritrovamento, proprio ad opera dello stesso Iaccarino, del cadavere “liofilizzato” del prestigioso cuoco… sì, non è un errore di battitura, è proprio liofilizzato. E questa spiacevole associazione, chef morto-ritrovamento da parte di Iaccarino, si ripete in almeno un altro paio di occasioni. Sospetteremmo di lui, se non sapessimo che questa eventualità è probabile quanto il sorgere del sole a ovest.

In questa avventura non sarà solo a lungo. Proprio in quei giorni, il più grande chef spagnolo di tutti i tempi, Fernando Acurio, si trova in visita a Torino. Venuto a conoscenza dello sterminio della concorrenza, e incrociato il perplesso Iaccarino, l’iberico stellato si lancia in prima persona a coadiuvare/condurre/incoraggiare le indagini, fino ad arrivare all’assassino. Lo scoprirete, nel libro c’è scritto tutto. :-D

Oltre al nome del farabutto, scoprirete tante altre cose, piccole e grandi, di questa città capoluogo piemontese, che ama mettersi discosta o sedersi in ultima fila, anche se il suo abito scintillante le darebbe tutti i diritti di stare su un palco e farsi ammirare. 

Lo sapevate, per esempio, che oltre al Museo Lombroso, qui abbiamo un Museo della Frutta, nato per codificare le specie di frutta esistenti? No? Allora, aprite il libro, leggete e divertitevi con le avventure di Iaccarino come giornalista gastro-investigativo, e prendete appunti su tutte le perle di Torino che vi getta a profusione sotto gli occhi…
E se non siete di Torino, procuratevi il libro, leggetelo con attenzione, prendete nota dei ristoranti nominati (tutti esistenti) e venite a trovarci, creandovi un itinerario gastronomico con i fiocchi!

giovedì 22 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#50 - Una vita per una vita

SimoCoppero

Anche questa volta, la mia amica Valentina Lanino mi porta a leggere un libro thriller per una condivisa del gruppo I thriller di Edvige di cui trovate anche la rubrica sul Blog.
Una vita per una vita, Pierluigi Porazzi e Massimo Campazzo, un libro scritto a quattro mani, cosa che sempre mi rende perplessa. I libri scritti a quattro mani mi danno spesso la sensazione che l’intesa tra i due scrittori debba andare oltre ad un semplice tavolo di lavoro, che non sia così semplice avere quella sintonia giusta di parole e scrittura tale da non mettere il lettore a disagio.

lunedì 19 marzo 2018

Le Interviste del Furore #4 - Fabio Girelli

LoreGasp

Fabio Girelli

Abbiamo appena finito di leggere i romanzi di Fabio Girelli, ed ecco che ne approfittiamo per intervistarlo e conoscere un po’ di più di lui come scrittore. Per esempio, da dove prende spunto per quei suoi argomenti così particolari.

Due note biografiche e di carriera molto veloci, prima di passare alle domande vere e proprie.
Nasce a Biella nel 1980, e a tempo debito si laurea in Lettere Moderne, va fino in Colombia per insegnare italiano.

È autore di diversi titoli: Tutto il villaggio lo saprà (2012), Il bacio della Velata (2012), Marmellata di Rose (2013, tradotto anche in spagnolo), L’autore (2014), Il settimo esorcista (2017).

Nel 2013, ha pubblicato il serial book fantasy Nachzehrer, I vampiri della peste.

È anche scrittore di racconti e poesie con cui ha partecipato e vinto alcuni concorsi (Giallo Limone, Premio Tela Nera, Rosazza Cultura), ed è tra i fondatori del gruppo ToriNoir.

Nel post sui suoi romanzi, abbiamo identificato le due colonne principali, Torino e il commissario Andrea Castelli; e tanto per restare in ambito, partiamo a farne un identikit.

Ciao Fabio, grazie di essere con noi sul Blog Del Furore Di Aver Libri. Essendo tu scrittore di noir, sarai abituato alle parole come identikit. Poco sopra, abbiamo tracciato due linee biografiche su di te, che individuano anno e luogo di nascita, ma non il motivo per cui hai iniziato a scrivere. Cosa fa nascere il Fabio Girelli scrittore, o chi?

Cosa e chi: il cosa è patologico, il chi sintomatico. Inizio dal secondo. A farmi scattare la molla del “adesso è il caso che ti dai da fare” fu il mio migliore amico, nonché mio ex chitarrista. Spiego: suonavamo insieme, io per vari motivi lasciai il gruppo che a quel punto, come c'era da aspettarsi, iniziò ad avere un discreto successo. Ecco, mi dissi, 'sto maledetto adesso diventa famoso e io no, ora gli faccio vedere io. E ho iniziato a scrivere Tutto il villaggio lo saprà, per fargliela pagare. Invece il primo punto, patologico, dipende dal fatto che sin da ragazzino sentivo la spinta creativa in me. Avevo bisogno di riempire pagine di qualcosa e ci provai con tutto: disegni, poesie, canzoni, scarabocchi, storie, romanzi. Ora finalmente ho capito di essere portato per gli scarabocchi.

venerdì 16 marzo 2018

Fabio Girelli – La tinta noir di Torino, anzi… ToriNoir.

LoreGasp


Tutto il villaggio lo saprà, che la Marmellata di rose è una vera delizia, una creazione al bacio. O come si dice, qui a Torino? Il bacio della Velata, ecco! Non ho chiesto l’opinione de Il settimo esorcista, in proposito, ma so che la penserà come me.

Non sono impazzita, e nemmeno percepisco la primavera in modo più insolito, ma mi diverto con i titoli di un giovane scrittore di noir che prestissimo conoscerete anche meglio, ovvero Fabio Girelli.
Il suo “curriculum” narrativo è più ricco dei titoli che ho riportato sopra, poiché è anche autore di racconti e poesie con cui ha partecipato e vinto alcuni concorsi (Giallo Limone, Premio Tela Nera, Rosazza Cultura), ed è tra i fondatori del gruppo ToriNoir, di cui fa parte anche Enrico Pandiani, che qui è già comparso.

Quasi tutti i suoi romanzi (Tutto il villaggio lo saprà, Il bacio della Velata, Marmellata di Rose e Il settimo esorcista) si fondano su due perni centrali, una città e un essere umano, Torino e il Commissario Andrea Castelli. Di Torino vediamo la facciata dei viali alberati, dei palazzi storici e del Museo Egizio, ma soprattutto il risvolto occulto fatto di figure criminali, che si spingono ai limiti dell’esoterismo, della magia nera, e del sesso estremo. Tutto quello che si può nascondere sotto un viso placido, dall’espressione distaccata e cortesemente formale di un vicino di casa benvestito e beneducato, quando lo incrociamo sulle scale del nostro condominio. (Non di tutti i nostri vicini di casa, sicuramente.)

Di Andrea Castelli, rappresentante delle Forze dell’Ordine, vediamo soprattutto il lato… caotico. Ed è quel caos creativo tipico delle menti brillanti abituate a scardinare regole, a pensare laterale, a vedere chiaro dove altri non distinguono le figure, a scoprire legami profondi che sembrano buio pesto agli occhi comuni. Un talento disordinato come questo viene compensato da un disordine nell’umore, nei sentimenti, fino a spingere un’etichetta di bipolarismo.

Andrea Castelli NON è decisamente un solito Commissario imbolsito, dall’impermeabile grigio e i movimenti lenti e disincantati. Nemmeno analitico tutto d’un pezzo e ligio alle regole come Mac Taylor (il responsabile della Polizia Scientifica in CSI New York), o un pasticcione geniale con qualche tinta razzista e qualunquista come l’ispettore Coliandro.

martedì 13 marzo 2018

Leggere ... volare ... vivere!#49 - Le siamesi


SimoCoppero

Oggi, dopo un periodo di decantazione, sono qui a raccontarvi le sensazioni che mi ha lasciato il libro di Alessandro Berselli, Le siamesi.

E’ un libro che ho percepito come flash, uno spaccato di vita, che sempre speriamo di trovare solo nei libri e che invece (purtroppo) troppo spesso fa parte della vita reale.

La storia è quasi banale se vogliamo, ma nulla di quello che viene raccontato lo è: Ludovica, protagonista principale del libro, una vita da “figlia di papà”, a cui economicamente e a livello materiale non manca nulla, ma a livello emotivo le manca tutto, si trova a passare il peggior fine settimana della sua vita, quando un incontro diventa una lotta per la sopravvivenza.

Questa storia è la fotografia di tanti, troppi ragazzi di oggi, che vivono annoiati, senza ideologie, senza una motivazione, che sperimentano le cose più assurde per combattere la noia e la monotonia.

E’ un libro tagliente, che colpisce direttamente nelle emozioni di chi lo legge, suscita paura, nervoso, ribellione, non lascia mai cadere la tensione del lettore, ti porta quasi ad odiare questo gruppo di ragazzi che troppo spesso mettono in gioco la loro vita e quella degli altri per movimentare le loro ore di noia.

domenica 11 marzo 2018

Eventi di lettura#24 – L’arte delle donne, nelle donne: Maria Cristina Martinetti e Anna Serra

LoreGasp


Sabato 10 marzo è stata una giornata ricca di bellezza, a Rosta. Anche il tempo incerto di marzo aveva una sua bellezza livida, nelle nuvole e nel grigio che non era privo di una certa luminosità. E’ stata una giornata, soprattutto, in cui le donne hanno spadroneggiato in lungo e in largo in una delle cose che sanno fare meglio, ovvero esprimersi. Esprimersi nell’arte (pittura e scrittura, come vedremo) e anche nella promozione. Il Comune di Rosta, Bolla e Fantasia, Maria Cristina Martinetti, Il Blog Del Furore Di Aver Libri: una girandola di donne intorno al colore rosso del no alla violenza sulle donne, che a Rosta ha seguito un bel percorso originale.

La panchina rossa, inaugurazione a Rosta
Al mattino, l’inaugurazione di due panchine rosse restaurate e dipinte di rosso, in una piazzetta di Rosta: un segnale per comunicare la preferenza alla vita e all’armonia, e un deciso no alla violenza sulle donne. Hanno partecipato, oltre alle autorità, anche Mariapaola Perucca, di Spunto Edizioni, con la lettura di una poesia tratta da uno dei libri del suo catalogo, Dove sei, di Lucia Giongrandi.

Al pomeriggio, presso la Biblioteca Comunale di Rosta, una splendida mostra di tele e quadri dell’artista Maria Cristina Martinetti, “un architetto così” che, se ispirata, ricicla e modifico l’aspetto delle cose che la circondano. Come da sua definizione, che campeggia nel blog in cui potete leggere le sue poesie, e ascoltare la sua voce nella vostra testa:  http://dolcicarezzealcotone.blogspot.it/ e seguirla sul suo profilo Instagram, dolcicarezze

La Sublimazione, Maria Cristina Martinetti
Per guardare tutte le altre foto dei suoi quadri, tuffatevi qui, nella pagina di Bolla e Fantasia, che le raccoglie tutte e potete ammirarle in toto. Solo per questioni di spazio non riesco a metterle tutte qui... ma su Facebook potrete guardarle in tutto il loro splendore, sul serio.Vedrete che è soprattutto la figura femminile a fare da protagonista, ma non solo. Sono le bellissime foto di Simona Coppero che, come Bolla e Fantasia ha coordinato e reso possibile questa giornata di bellezza femminile a tutto tondo.



Loredana Gasparri, Maria Cristina Martinetti
Io, personalmente, sono rimasta folgorata da una di queste tele, che fa parte della trilogia chiamata La sublimazione. Maria Cristina è stata così delicata e gentile da permettermi di tenerla in mano durante questa foto. Non è meravigliosa, espansiva? Non riuscivo a smettere di guardarla.

Arrivate le 16,30 del pomeriggio, però, ho dovuto smettere di farlo, per affiancare Anna Serra nella presentazione dei suoi due libri, Sospetti sul lago e I colori di Viola. Rossella e Viola, le due protagoniste, ci hanno raccontato delle loro vite, sedute metaforicamente su quelle panchine rosse pronte per accoglierle. Abbiamo ascoltato Anna parlare dei suoi progetti e in anteprima, una notizia succosa: uno dei suoi racconti è stato selezionato per essere introdotto nell’antologia Racconti dal Piemonte e sarà poi premiato al Salone del Libro. (ah, il Salone. E’ persino troppo tardi per iniziare a usare l’hashtag #salto18… ma adesso avete un motivo in più per frequentarlo a maggio)

Il dibattito che si è sviluppato intorno alle due figure di Rossella e Viola e agli intenti che hanno spinto Anna a crearle e a farcele conoscere, è stato divertentissimo e animato. Una delle occasioni in cui mi spiace di più dover dire: “bene, siamo giunti al termine, grazie a tutti, chiudiamo”… Lo dico sempre con un pizzico di rammarico e di stupore, perché ogni volta mi sembra che abbiamo appena iniziato, e abbiamo ancora così tante cose da dire, da vedere e da vivere insieme.


Loredana Gasparri, Anna Serra, Anna Versino
Tornando a casa ieri sera, mi si è maggiormente chiarito a parole (l’energia arriva prima e c’era già, ma le parole faticavano ad arrivare) il motivo per cui mi piace sul serio parlare di libri. Perché, alla fine, parliamo di noi. Di noi, che siamo altri libri. Partiamo dalle vicende e dallo stile di creature di carta, che ci assomigliano o che hanno i tratti dei nostri amici o dei nostri genitori, per poi arrivare a riconoscerci. A riconoscere e anche validare le nostre storie, che scriviamo nei libri dei nostri respiri, dei nostri rapporti, delle nostre vicende quotidiane. Magari nessuno scrittore le ha fermate e impacchettate in volumi. Non ancora. Ma non è poi così importante.

Le scriviamo noi, vivendo.

Mariapaola Perucca, Anna Versino, Anna Serra, Loredana Gasparri, Simona Coppero


lunedì 5 marzo 2018

Eventi di lettura - Incontro con l'autore#23 - Luisella Ceretta – 1982 viaggio nel tempo


SimoCoppero


Arrivo con un attimo di ritardo, ma arrivo sempre. A fine febbraio ho avuto modo di sostituire la padrona di casa del Blog, Loredana, e fare da moderatrice all’incontro che è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Rosta e la sua biblioteca con l’autrice Luisella Ceretta.

Nuova autrice del gruppo Spunto Edizioni, Luisella, ci ha subito introdotto nel suo mondo, fatto di mille sfaccettature diverse: le piace sperimentare, tutti i libri fino ad ora pubblicati non appartengono a uno stesso filone. Dinamica, divertente, ci ha svelato come è nato il suo 1982 – Viaggio nel tempo.

Non mi dilungo oltre sul bel pomeriggio trascorso, del libro potete leggerne qui. La fotografa questa volta impegnata nel dibattito, è stata sostituita da Maria Cristina Martinetti (valida aiutante); tutte le foto le trovate come sempre sulle pagine Bolla e Fantasia e Il Blog Del Furore Di Aver Libri.

Altra novità da qualche giorno Bolla e Fantasia la trovate anche su Instagram, quindi seguiteci anche li, e rimanete aggiornati con i prossimi eventi

martedì 27 febbraio 2018

Marcello Fois – Del dirsi addio – Un thriller apparente

LoreGasp


Finalmente riesco a scrivere di questo libro. L’ho iniziato un paio di mesi fa e l’ho accantonato distratta da altri libri, e anche da futili motivi. Quando si è palesato il momento opportuno, ho messo da parte i distrattori e sono ritornata ad ascoltare l’autore e il suo stile originale, mentre racconta qualcosa di più che non una semplice questione di cronaca nera, la sparizione di un bambino.

Siamo a Bolzano, in inverno. Una famiglia, Nicola, Gea e il figlio Michele Ludovisi trascorre una serata in pizzeria. L’atmosfera è un po’ tesa e distratta: i due coniugi fingono a fatica che non ci sia stanchezza e irritazione di comunicazione tra di loro, mentre Michele, undicenne dall’intelligenza bizzarramente elevata, lancia citazioni colte, frasi ben più adulte della sua età. Durante il viaggio di ritorno verso casa, si verifica la tragedia inattesa: i genitori fermano la macchina per permettere che il figlio si apparti per un bisogno fisiologico. Tutto intorno è tranquillo, la zona è quasi priva di criminalità, non ha quasi fatti di cronaca da raccontare oltre a denunce per piccoli furti occasionali nei supermercati. Tuttavia, Michele non fa più ritorno alla macchina. Sfugge al controllo dei genitori e svanisce letteralmente nel nulla.

Su questo evento misterioso, quasi magico, vengono chiamati a indagare il commissario Sergio Striggio e la sua squadra. È un aitante quarantenne, di fascino, dalla personalità complessa, dalla vita appesantita da una serie di segreti e di questioni irrisolte che si porta dietro dall’infanzia, indubbiamente il centro vero e proprio del romanzo.

lunedì 26 febbraio 2018

Leggere ... volare ... vivere!#48 - Fiori sopra l'inferno


SimoCoppero

E’ qualche mese che seguo le letture condivise che propone il gruppo “I thriller di Edvige” di ValeLanino  (che scrive anche sulla rubrica qui sul blog), e per questo mese ci siamo tuffati nel libro di Ilaria Tuti – Fiori sopra l’inferno.

Parliamo di thriller e parliamo di primo libro dell’autrice (come romanzo, perché è successivo a  libri di racconti, già pubblicati). Sono tornata in mezzo alle montagne, le montagne del Friuli che l’autrice cela dietro nomi di luoghi di fantasia, ma che da dettagli e come riporta nel suo epilogo definisce come la sua terra, quella in cui è nata e vissuta.

La Tuti ha una descrizione dei luoghi che è così sublime da esserne completamente avvolti: leggendo si ha la sensazione di essere in quella foresta, in mezzo alla neve, con quei rumori, con quei suoni, con quei profumi. Si è trasportati direttamente sulla scena, la mente immagina esattamente quello che lei sta descrivendo. Il paese di Tavernì, con i suoi abitanti, con il suo abitato, arroccato ai piedi delle montagne al confine con la foresta, protetto dalle cime innevate.
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