giovedì 10 agosto 2017

Leggere ... volare ... vivere!#42 - La luce nera della paura

SimoCoppero

Posso sostenere di essere una lettrice fortunata: nessuno degli ultimi libri letti mi hanno delusa. Non è cosa così scontata, non sempre gli autori riescono a portarti dove tu ti aspetti, o farti vivere emozioni tali da non smettere di girare le pagine.
Questa volta sono partita per il Nord-Est: Venezia, Burano e Bolzano mi hanno ospitato e non è stato un viaggio tranquillo, dietro agli angoli ho incontrato personaggi buoni, cattivi, loschi, e anche questa volta mi sono imbattuta in coincidenze:

 “Le coincidenze sono proiezioni dei nostri pensieri alla perenne ricerca del sensazionale “ scrive Massimo Rossi nel suo La luce nera della paura.  Saranno anche coincidenze, quelle di trovare sempre Commissari così interessanti?

Andiamo con ordine, che al nominare il Commissario Rollo Weber, tutto nella mia testa diventa confuso.  Stiamo parlando di un libro noir, ma non proprio noir, anche qui le sfumature di etichetta ci sono: è qualcosa di più, ma anche qualcosa di diverso; per intenderci, ci sono cadaveri, un Commissario, una psicologa, e un sostituto procuratore. 

Tutta fantasia, lo so, ma a tratti sembra di essere nella vita vera dove i giochi di potere la fanno da padrone, dove i sensi di colpa di una vita normale si affacciano alla routine della quotidianità, dove un piccolo isolotto sornione e tranquillo come Burano può essere scosso da tragedie che nessuno si aspetta, dove il bene e la felicità di un bambino passano davanti ad ogni sofferenza del cuore.

“Ma questo mondo si è assuefatto alla violenza, non c’è più nulla che dia scandalo, tutto è diventato normale … Anche se non lo è” – quanta verità c’è in questa semplice frase.  

Ci penso, ci giro intorno, ma in fondo spesso ognuno di noi si stupisce di cose ovvie, perché l’anormale non dà più scandalo ma normalità.
E allora torno al libro, pensando che anche un semplice noir, ci spinge a guardare oltre alla fantasia, e in questo Massimo Rossi è stato un maestro.

Scritto in modo scorrevole, dove i personaggi sono sempre nitidi e in primo piano che ti prendono per mano senza mai farti smarrire nella storia, ma che ti portano a riflettere fuori dalla storia.
E’ un libro da leggere, assolutamente. Non voglio rivelarvi la trama, voglio stuzzicare dentro il vostro sesto senso la curiosità di lettura: passate qualche ora con Il Commissario Weber.


“Anche se si è stanchi, rassegnati, sconfitti, bisogna andare avanti”

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