lunedì 21 agosto 2017

Del Furore Di Leggere A Multipli o La Cintura di Orione.

LoreGasp

La Cintura di Orione in una simulazione al computer

La Cintura di Orione indica tre stelle particolarmente brillanti, all’interno della folta costellazione di Orione. Apparentemente non avrebbe niente a che fare con la questione della lettura, se non ne è argomento, ma è un’espressione che mi è venuta in mente un giorno mentre guardavo tutti i libri del mio tavolino di lettura, e quelli che ho impilato in zone diverse di casa mia. Scherzando, mi dissi che se li avessi messi uno dietro l’altro, avrei eguagliato la lunghezza della Cintura di Orione… e da allora uso il nomignolo ogni volta che parlo della mia lista di lettura.

Perciò, mi è venuta voglia di praticare buchi nella cintura stellato-libresca, andando avanti spedita con i libri che la compongono. Sono curiosa di vedere quanto ci impiego a smaltirli, e sono impaziente di fare spazio per altri volumi e argomenti nuovi, senza l’affanno degli arretrati. E per far questo, ho cominciato a leggere a multipli, selezionando gruppi di tre libri che, ad un primo sguardo e intuito, potrebbero andar bene insieme.

È iniziato come un gioco ed un esperimento.

In una tarda serata di caldaccio infernale insopportabile e persistente, mentre sedevo sul divano sotto il vento incrociato di due ventilatori, accanto a quattro pile di libri, ho cominciato a guardarli con insistenza per capire chi dovessi pescare. Ne ho preso uno (Verso domani, seconda uscita fresca fresca di Jolanda Pergreffi), pensando di essere a posto. Per i primi cinque minuti, almeno. E poi l’intuizione. Guardo di nuovo e ne tiro fuori altri due: Il giardino dell’orco, Leïla Slimani, e Il confine dell’ombra, di Gianluca Arrighi. Perché questa scelta?

lunedì 14 agosto 2017

Maurizio De Giovanni – Le mani insanguinate – Quindici volte noir.

LoreGasp

Maurizio De Giovanni. Basta il suo nome e io devo leggere i suoi libri. Sono anche tanti, meno male, per cui potrò approfondire la sua conoscenza con tutto comodo e agio. È parecchio noto per il suo inconsueto commissario Ricciardi, e per la serie televisiva de I bastardi di Pizzofalcone, tratta dal suo omonimo libro. Tutti segnati sulla lista della Cintura di Orione, naturalmente.

Questo libro, Le mani insanguinate, arriva naturalmente da… ovvio che sì… dal #SalTO30 appena passato. Passato solo dal punto di vista del calendario, naturalmente. Il Salone del Libro è un’esperienza priva di individuazioni temporali gregoriane precise. Una visita approfondita allo stand delle Edizioni Cento Autori, e Maurizio De Giovanni è stato immediatamente adottato.

Sono quindici racconti noir. Quindici perle nere, in cui De Giovanni si diverte a usare il nero come ingrediente principale o come filtro dei suoi scritti; non è più solo un genere, in cui l’assassino commette il delitto davanti agli occhi sorpresi del lettore e poi si dilegua sbeffeggiando gli inquirenti di turno. Alcuni dei racconti sono noir “tradizionali”, se possiamo definirli così. In altri, invece, il nero è davvero un filtro, un paio di lenti scure virate con cui l’autore guarda e riscrive alcuni eventi storici molto noti, e altri fatti di cronaca delicati, al punto da essere entrati nel corpo collettivo del nostro territorio.

E alcune di queste rivisitazioni sono talmente ben congegnate che potrebbero persino… essere reali. In fondo, è sempre questione di punti di vista, giusto?

giovedì 10 agosto 2017

Leggere ... volare ... vivere!#42 - La luce nera della paura

SimoCoppero

Posso sostenere di essere una lettrice fortunata: nessuno degli ultimi libri letti mi hanno delusa. Non è cosa così scontata, non sempre gli autori riescono a portarti dove tu ti aspetti, o farti vivere emozioni tali da non smettere di girare le pagine.
Questa volta sono partita per il Nord-Est: Venezia, Burano e Bolzano mi hanno ospitato e non è stato un viaggio tranquillo, dietro agli angoli ho incontrato personaggi buoni, cattivi, loschi, e anche questa volta mi sono imbattuta in coincidenze:

 “Le coincidenze sono proiezioni dei nostri pensieri alla perenne ricerca del sensazionale “ scrive Massimo Rossi nel suo La luce nera della paura.  Saranno anche coincidenze, quelle di trovare sempre Commissari così interessanti?

Andiamo con ordine, che al nominare il Commissario Rollo Weber, tutto nella mia testa diventa confuso.  Stiamo parlando di un libro noir, ma non proprio noir, anche qui le sfumature di etichetta ci sono: è qualcosa di più, ma anche qualcosa di diverso; per intenderci, ci sono cadaveri, un Commissario, una psicologa, e un sostituto procuratore. 

Tutta fantasia, lo so, ma a tratti sembra di essere nella vita vera dove i giochi di potere la fanno da padrone, dove i sensi di colpa di una vita normale si affacciano alla routine della quotidianità, dove un piccolo isolotto sornione e tranquillo come Burano può essere scosso da tragedie che nessuno si aspetta, dove il bene e la felicità di un bambino passano davanti ad ogni sofferenza del cuore.

“Ma questo mondo si è assuefatto alla violenza, non c’è più nulla che dia scandalo, tutto è diventato normale … Anche se non lo è” – quanta verità c’è in questa semplice frase.  

Ci penso, ci giro intorno, ma in fondo spesso ognuno di noi si stupisce di cose ovvie, perché l’anormale non dà più scandalo ma normalità.
E allora torno al libro, pensando che anche un semplice noir, ci spinge a guardare oltre alla fantasia, e in questo Massimo Rossi è stato un maestro.

Scritto in modo scorrevole, dove i personaggi sono sempre nitidi e in primo piano che ti prendono per mano senza mai farti smarrire nella storia, ma che ti portano a riflettere fuori dalla storia.
E’ un libro da leggere, assolutamente. Non voglio rivelarvi la trama, voglio stuzzicare dentro il vostro sesto senso la curiosità di lettura: passate qualche ora con Il Commissario Weber.


“Anche se si è stanchi, rassegnati, sconfitti, bisogna andare avanti”

mercoledì 9 agosto 2017

Mariel Sandrolini – Burlesque e delitti – Il lato meno godereccio di Bologna.

LoreGasp

… altri brividi. Lucifero, Caronte, e tutta la compagnia varia, cantante e bella, non smette di imperversare in questo territorio, e ai lettori non resta che rinfrescarsi con i brividi delle indagini degli impareggiabili commissari italiani.

È la volta di Bologna, la grassa, la godereccia, come si può vedere già nel titolo: parliamo di burlesque… ! E se non virassimo subito verso i delitti, che seguono immediatamente dopo, rischieremmo di perderci dietro a ricordi anche pruriginosi e imbarazzanti per la nostra identità nazionale, dato che uno dei nostri ex-Premier era particolarmente interessato a questa forma d’arte. Sempre se diamo retta ai giornali che hanno scritto fiumi di notizie di ogni colore e genere sul personaggio.

Ma torniamo pure al libro.

A Bologna, un integerrimo direttore di banca si sveglia con un bernoccolo in testa sanguinante, disteso in una casa non sua, un allarme d’antifurto che sveglia l’intera città e circondario, e un terrore semi-paralizzante nelle fibre perché non si ricorda più come e perché è finito lì. Vorrebbe scappare, far finta di nulla, mentre alcuni ricordi vengono a galla (quello avrebbe dovuto essere il luogo di un appuntamento galante e al buio con una bella ragazza), pensa di andare a casa, rimettersi insieme, dimenticare tutto e… si ritrova torchiato da un autoritario e seccato commissario Marra, intenzionato ad aprire e portare avanti la sua indagine con successo. Pare che sia avvenuto un furto, in quella casa, e lui è l’unico a sembrare il responsabile criminoso.

lunedì 7 agosto 2017

Segnalazioni editoriali#27 - Silvia Casini, Tutto in una notte e Di magia e di vento.

LoreGasp

Secondo il mio personalissimo punto di vista sulla libroterapia, se siete tipi che amate rifugiarvi in altri luoghi, ci vogliono thriller e romance storici, con tinte diverse, per movimentare e allettare l’attenzione.

Ecco due titoli appena planati nella mia casella di posta: Tutto in una notte, e Di magia e di vento, entrambi di Silvia Casini.







Silvia Casini, Tutto in una notte, Libro/Mania  

Tutto in una notte è prenotabile su tutti gli store online.
A partire dal 22 novembre, sarà possibile acquistarlo al prezzo di lancio di 0,99 euro: http://amzn.to/2fWuwe2


Maya si risveglia in una stanza d'ospedale. Non ricorda nulla di quello che le è successo nelle ore o nei giorni precedenti, ha perso completamente la cognizione del tempo e dello spazio. Non ricorda nulla neanche di quella maledetta notte e della gita nei dintorni di Sligo, Irlanda, durante la quale sono morti tutti i suoi compagni d’avventura. Per aiutarla a superare il trauma di quella notizia sconvolgente, i genitori decidono di farle cambiare vita trasferendosi a New York. Cosa è successo quella notte? Cosa significano quelle visioni incomprensibili? Perché il ricordo continua a perseguitarla anche a chilometri e a mesi di distanza?








venerdì 4 agosto 2017

Adriana Assini – Sogni diVini – Una favola di sogno.

LoreGasp

Un altro libro minuscolo, ma di grande fascino e potenza. La scrittrice è Adriana Assini, l’autrice dell’inaffondabile GiuliaTofana (in anticipo di duecento anni sull’Inaffondabile Molly del Titanic) passata qualche mese fa sulle pagine del Blog.

Quando l’ho letto, mi sono domandata se ci fosse spazio in questo tempo frenetico per una favola sogno come questo libriccino, edito da Scrittura e Scritture, nella collana I minuti, che ha fatto vincere il Premio Cesare Pavese – Sezione inediti nel 2006 alla sua autrice. Una favola che sa di antico, nelle parole e nel modo di far entrare nel proprio mondo. Uno dei nomi che mi vengono da accostarle è Boccaccio. Una certa atmosfera alla Boccaccio aleggia dolce, ma non per i motivi che solitamente si attribuiscono a questo scrittore: non ci sono riferimenti erotici, ammiccanti o maliziosi.

È vero che c’è anche la dolcezza dell’amore, ispirata dall’unico personaggio femminile presente, l’enigmatica dama Bianca, ma è qualcosa che solletica i sensi, la galanteria e trascende qualunque questione corporea. Il richiamo a Boccaccio è nella struttura della storia, che sembra discendere direttamente dalle novelle trecentesche: uno svolgimento di eventi quasi fiabesco, onirico, con un finale molto reale, di “risveglio”, e anche molto istruttivo.

La storia inizia con una pestilenza, che fa strage di esseri umani e animali nei reami d’Oriente, ad eccezione di un paese lontano, lontanissimo, dove sembra che il Duca del luogo viva immune con la sua famiglia e poche altre persone altamente selezionate, accuratamente rinchiusi nel suo castello. Sembra una notizia così inverosimile, che sembra una burla. Una sera, però, in una locanda arriva un giovane araldo elegante e dallo sguardo sfuggente, che lancia una sfida ai presenti. Il suo signore, il Duca menzionato sopra, è disposto ad aprire le porte del suo castello e accogliere coloro che saranno tanto forti, coraggiosi e originali da affrontare il lungo viaggio verso di lui, offrendogli in dono del vino. Un vino che dev’essere, però, di qualità estremamente elevata, unica: egli è un conoscitore profondamente appassionato, versato e competente in materia. Nessuno può permettersi di ingannarlo o di rifilargli un prodotto scadente.


giovedì 3 agosto 2017

Marco Ieva – Sottile Notte – Le mille facce della crudeltà.

LoreGasp

Marco Ieva è uno degli autori che intervennero a giugno al Salottino dei Libri di Buttigliera Alta, e scelse di farsi conoscere attraverso Nella fine è il mio principio, di Agatha Christie. Sottile notte, pubblicato da Echos Edizioni, è il suo secondo romanzo.

Con la linearità che mi contraddistingue, ho iniziato da questo a conoscere l’autore, piuttosto che partire dal primo, Marmellata rossa (che è attualmente in lettura).
Il titolo mi intrigava, e ha finito per riservarmi sorprese, una più gradita dell’altra.

Tanto per iniziare, una trama complessa in cui ogni personaggio e il suo filo di vita s’interseca stretto stretto con gli altri, per dar vita ad un disegno gradevole, crudele e tridimensionale. Non c’è piattezza, qui. Un certo disincanto che copre una rabbia mal contenuta che esplode con focolai violenti qua e là, in diversi personaggi, anche quelli più mansueti. Tutti vengono messi a dura, durissima prova, per cui ogni tanto la loro corazza sociale e umana si spacca.

Siamo a Torino e dintorni, come da sinossi:
È una gelida notte d'inverno. Tutto è immobile, avvolto dal freddo umido che chiude le persone oneste in casa. Torino è spenta, ogni movimento ridotto al minimo. Ma è una calma apparente, il silenzio che precede l'esplosione. In un quartiere qualunque della città un gruppo di giovani squatter cammina svogliato sul marciapiede parlottando, una donna attende ansiosa in macchina, vicino ad un furgone parcheggiato. Ad un tratto un allarme spacca il silenzio e in una manciata di secondi l'equilibrio crolla. Un uomo esce minaccioso di casa, sale in macchina e parte, diretto verso le zone sordide della metropoli, dove la vita non teme il freddo e segue regole che solo chi le frequenta conosce. Chi è quell'uomo? E perché c'è qualcuno che lo sta seguendo? È l'inizio di una efferata catena di eventi o è invece il termine di una spietata caccia al tesoro?...

martedì 1 agosto 2017

Vladimiro Bottone – Il giardino degli inglesi. La dolcezza seducente del Male

LoreGasp

… inizio il post con una piccola avvertenza. Se avete già letto Vicarìa, potete andare avanti. Se non avete letto Vicarìa, fermatevi qui, uscite/aprite il pc e andate in libreria, procuratevelo subito e leggetelo. Poi, procedete con l’acquisto de Il giardino degli inglesi, dato che ci siete.

Lessi Vicarìa due anni fa, per la rubrica radiofonica Scrittori Made in Campania, per Radio Piazza Live, e ne rimasi stregata fino in fondo. Paragrafi del libro, dialoghi e caratterizzazioni ogni tanto mi si affacciavano alla memoria. Un bellissimo atto di nostalgia, che mi piaceva rinnovare. Per quanto fosse una storia auto-conclusiva, Vicarìa lasciava una porta aperta. Questo si traduce, in un lettore, in una spasmodica attesa del resto. Una preghiera quotidiana e anche imperiosa, che lo scrittore e l’editore dessero alle stampe nottetempo il libro con le chiavi, le soluzioni, i nomi, i visi tenuti velati.

E la porta aperta di Vìcaria introduce ad un giardino. Il giardino degli inglesi di cui si parla è un cimitero. Esiste, a Napoli, un cimitero monumentale, ilCimitero acattolico di Santa Maria della Fede, che fu costruito su impulso della forte comunità britannica sul territorio, nel 1821, e che ha una storia piuttosto interessante, nelle sue pietre.

Ed è qui che arriva Peter Darshwood per trovare il suo posto definitivo accanto all’amatissima sorella Emma, l’angelica Signorina Darshwood insegnante di musica dei piccoli di Vicarìa, unica luce nel buio senza requie di quel posto altamente ipocrita. Nel libro precedente, Emma fu uccisa da Michele Florino, il sadico soprintendente del Serraglio, figura di copertura e di distrazione da un demone ben più altolocato e socialmente accettabile. Spinto da un dolore insopportabile, il fratello piombò a Napoli per scoprire le vere cause dell’omicidio, e finì per scontrarsi a duello con Domenico De Consoli, l’anima nera in redingote inappuntabili, il progettista esecrabile della soppressione di Emma. (Per chi ha letto Vicarìa: rileggetevi il brano del duello, e stupitevi di come l’autore lo ha costruito in modo insuperabile.)

martedì 25 luglio 2017

Le Interviste Del Furore#3 - Dott. Piero Ferrero

LoreGasp

La Libreria Belgravia di Torino ha un calendario di presentazioni fittissimo, a dispetto del calendario che vorrebbe tutti in vacanza, a partire dalle menti. Giovedì 20 luglio scorso è stato presentato un titolo nuovissimo, La verità nascosta del Dott. Piero Ferrero, di cui ho scritto nel post precedente.
Solitamente, alla recensione segue l’intervista con l’autore, che si accomoda sulla mia sedia telematica. Questa volta, invece, sono andata a incontrare di persona il Dott. Ferrero per sottoporgli alcune domande, in modo da farlo conoscere meglio ai lettori del Blog e a coloro che non hanno potuto assistere alla presentazione.

Buongiorno Dott. Ferrero, e grazie di essere qui con noi oggi. È appena uscito il Suo libro La verità nascosta, per Erickson Live. Non è il suo primo scritto in assoluto, poiché nel Suo sito www.pieroferrero.it si può consultare un lungo elenco di articoli, ciascuno dedicato ad argomenti molto complessi. Quando ha sentito l’impulso a scrivere, e in modo così copioso, considerando l’importanza della sua principale attività?

Buongiorno! Fin dagli inizi della mia professione di psicoterapeuta, ho sentito forte il desiderio di scrivere. In quei momenti, si trattava di articoli specializzati, per lo più rivolti a colleghi e studenti di Psicologia. Il taglio dello scritto infatti, era molto tecnico, per quanto volessi sempre e comunque privilegiare la chiarezza di espressione. Fino al 2010, circa, ho scritto soprattutto articoli di carattere clinico nell’ambito delle psicosi giovanili. Dopodiché, ho iniziato a cambiare il mio approccio alla scrittura e a pensare di allargare la cerchia dei destinatari dei miei messaggi.

venerdì 21 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#4 - Piero Ferrero - La verità nascosta

LoreGasp

Ieri, giovedì 20 luglio, presso la Libreria Belgravia di Torino, il dott. Piero Ferrero ha presentato il suo libro La verità nascosta, edito da Erickson LIVE. Torinese prestato al Trentino Alto Adige dal 2005, è uno psicologo e psicoterapeuta di lunga esperienza, con moltissimi articoli e pubblicazioni al suo attivo. Fondatore dell’associazione Gli Amici, nel 1986, nata con lo scopo di affiancare alla psicoterapia iniziative ed eventi di aggregazione e di cultura, ha sentito da subito il fortissimo impulso a scrivere.
Se volete conoscerlo, ecco il suo sito da visitare.
All’inizio si è trattato di un pubblico di nicchia, come i suoi colleghi, poiché le sue pubblicazioni mostravano un taglio molto tecnico e specializzato, soprattutto clinico.

A partire dall’anno 2000, in avanti, si è fatto più forte il desiderio di diffondere il suo messaggio verso altri lettori che non avessero necessariamente la preparazione scientifica o molto avanzata dei suoi colleghi psicologi e psicoterapeuti, ma che mostrassero il desiderio di accostarsi ad un altro modo di vedere se stessi, il mondo, i rapporti con gli altri, senza infilarsi necessariamente in un discorso clinico e magari un po’ distaccato.

martedì 11 luglio 2017

Paolo Pollacino e Elisabetta Ruffino – Tutto e subito. La velocità dei sogni.

LoreGasp

… uno di quei libri non-libri che mi stanno catturando sempre di più, ultimamente. Sembrano libri, all’apparenza: una volta aperti, però, si rivelano porte per altre forme di lettura. Forse sarebbe più giusto chiamarli oltre-libri. Sono quelli che sono difficili da rinchiudere in etichette (romanzo, saggio, graphic novel) perché sono quelli che non ne hanno bisogno: si leggono, sì, ma si ascoltano, si percepiscono, si sentono, si vedono. Aprite la copertina e tutto di voi viene sollecitato a prestare attenzione. Persino le orecchie, sì.

Solo per essere veloce nell’esprimermi, lo posso definire romanzo. Un romanzo di vita. O meglio, di vite, perché qui sono due quelle che parlano. Ma nel momento stesso in cui lo scrivo, comprendo perfettamente che è riduttivo. Per cui, andrò semplicemente a parlare di cos’è avvenuto, una volta superata la copertina del libro e la vibrazione del titolo. Che non è da trascurare, affatto.

Tutto e subito. È un’espressione che di solito si usa per definire gli arroganti, gli impazienti, i pretenziosi. O quelli che si vuole etichettare superficialmente così, senza ascoltare e guardare di quale fibra sono veramente intrecciati. Tutto e subito: impossibile avere tutto e subito, per una certa scuola di pensiero, per cui, chi lo desidera, non può che essere un arrogante, impaziente, ecc.
Se la pensate così, e volete ricredervi, oltrepassate la copertina. E quando la richiuderete, dall’altro lato, capirete che si può fare, ed è del tutto naturale farlo, se si è scelto di essere protagonisti e presenti a se stessi.

Se la pensate così, e non volete ricredervi, cambiate libro. Questo è un oltre-libro, e per voi potrebbe essere un po’… oltre.

lunedì 10 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#3 - Lionello Capra Quarelli - Un martedì di pioggia e altre storie

LoreGasp

In questa estate di caldo africano fuori latitudine, ci vogliono brividi. Oltre a quelli dati da cubetti di ghiaccio, gelati o condizionatori tenuti a temperatura frigorifero, aggiungo quelli provocati dalla lettura.

Per questo, ecco farsi avanti un commissario di polizia. E già il suo ruolo fa venire i brividi… soprattutto se non si è proprio così a posto con la coscienza. In questo Blog ne sono sfilati tanti, di provenienza diversa da tutta Italia e ancora se ne vedranno tanti, ma finora quasi nessuno di Torino.
Il Commissario De Nicola è il nuovo tutore dell’ordine a presentarsi ai lettori del Blog, protagonista di Un martedì di pioggia e altre storie, pubblicato da Golem Edizioni, e dei precedenti romanzi di Lionello Capra Quarelli: uomo di bella presenza, di aspetto curato, intelligenza pronta e carattere che prende fuoco piuttosto facilmente… ma solo in casi sporadici. Quando è con l’affascinante fidanzata Maria, poliziotta dislocata all’Ufficio Stranieri, che contribuisce a stemperargli gli orrori visti durante il giorno, e quando vuole scuotere a fondo i malviventi che ha già individuato come colpevoli, e che tentano la carta della resistenza e dell’arroganza per scampare all’arresto.

martedì 4 luglio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#41 - E la vita urlò


SimoCoppero

E’ da qualche tempo che ho finito di leggere “E la vita urlò” di Nella Scoppapietra, ma questo libro, finita l’ultima pagina, ha richiesto di essere lasciato a sedimentare più del solito: perché è una lettura intensa. Loredana del libro di Nella vi ha già parlato sul blog, quando il libro è stato presentato al Salone del Libro (eccoci che compare nuovamente la parola Salone) e prometto che non vi tedierò, ma ho sentito dentro l’anima il bisogno di scrivere anche io su questo racconto (sul blog succede di rado che entrambe scriviamo sullo stesso libro).
Ormai conosco la scrittrice da un po’ di tempo, e spesso la prendo in giro bonariamente per la sua capacità di diventare invisibile vista la sua timidezza, ma quando poi la leggo tutto esplode! A una domanda fatta al Salottino dei libri in cui si è chiesto “cosa è per voi scrivere?” candidamente Nella ha risposto “libertà”: ecco leggendola ho capito tutto quello che la sua risposta significava e significa tutt'ora.

Ho percorso questa storia con un trasporto e un’emozione diversa da tante altre volte: c’è una vita intera in centosessantacinque pagine, c’è dolore, gioia, voglia di sparire, ma c’è anche voglia di rinascere, di ricominciare, di smetterla di guardarsi dentro e trovarsi fuori posto.

“ … le loro anime continueranno a brillare ricordandoci che ognuno di noi ha la possibilità, ogni giorno, di scegliere se guardare la vita scorrere o se afferrarla e combattere, se rimanere nell’ombra o diventare fonte di luce, se fermarsi all’apparenza o se guardare oltre …”

Romanzo di riflessione, romanzo che non lascia spazio alle interpretazioni, romanzo che sceglie una strada e te la fa percorrere fino al fondo.

“Sono uscito dal buio in cui ero piombato grazie ad alcune persone che, con l’incredibile candore del loro cuore e della loro anima, sanno rischiarare gli angoli oscuri delle nostre meschine esistenze.”

Passeggiando tra le pagine e perdendomi nel flusso dei pensieri e delle riflessioni ho incontrato senza volerlo tanti autori che mi stanno tenendo compagnia ultimamente:  Francesca Battistella che nel suo libro ci accompagna nel mondo dei social, Antonio Mesisca che cita nel suo romanzo Dostoevskij, Giorgio Astolfi  che ci fa camminare tra le coincidenze e le opere d’arte,  Marco Sartori che ci parla degli spazi aperti come le montagne e il ritrovare se stessi come in questo troviamo l’Africa e le distese di sabbia; Nella scrivendolo non poteva saperlo, ma è riuscita a raccogliere tanto dei suoi colleghi ed è riuscita a innescare nel lettore paragoni e affiancamenti pur trattandosi di libri di generi diversi.


Leggetelo anche se non amate il genere, leggetelo perché riuscirà a essere una dolce scoperta, leggetelo perché la vostra cultura sarà più ricca e sicuramente sentirete la vita urlare.

lunedì 3 luglio 2017

Le Interviste Del Furore#2 - Anita Virga

LoreGasp

Dopo aver presentato il suo libro, Subalternità Siciliana, ecco Anita Virga, che è venuta a sedersi sulla nostra sedia telematica delle interviste.

Anita Virga è Lecturer nel Dipartimento di Italianistica presso la University of the Witwatersrand di Johannesburg, Sudafrica. Ha pubblicato vari articoli su cinema e letteratura italiana. Suoi interessi di ricerca sono la Sicilia, il postcolonialismo, questioni di gender e race.

Buongiorno, Anita! È un piacere averti qui sulle pagine del Blog Del Furore Di Aver Libri, dopo averti conosciuto di persona per la presentazione del tuo libro “Subalternità siciliana”, pubblicato da Firenze University Press, presso la Libreria Belgravia. Ci racconti di te?

Ciao Loredana, il piacere è mio! Ho 34 anni e da 9 sono risiedo all’estero, prima negli Stati Uniti, in Connecticut, dove ho conseguito la mia seconda laurea e il dottorato di ricerca in italianistica e dal 2013 in Sudafrica dove sono docente presso l’Università del Witwatersrand a Johannesburg. Insegno lingua, letteratura e cinema italiano e conduco ricerca nell’ambito dell’italianistica.

venerdì 30 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#2 - Anita Virga – Subalternità Siciliana

LoreGasp

Secondo appuntamento con l’Angolo Furioso di Belgravia, per il ciclo Facce di Sicilianità. Dopo la denuncia coraggiosa di Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, arriva un testo di ricerca molto approfondito, che guarda ad alcune radici importanti della nostra storia letteraria. 

Si tratta di Subalternità siciliana – nella scrittura di Luigi Capuana e Giovanni Verga, di una giovanissima professoressa italiana presso la University of Witwaterstrand di Johannesburg in Sudafrica, Anita Virga. Un testo svelto e profondo allo stesso momento, e un’autrice molto preparata e spigliata, che ieri ho avuto l’onore di intervistare presso la Libreria Belgravia di Luca Nicolotti, a Torino.

Anita Virga è l’esempio di quell’Italia giovane, preparata e coraggiosa che i nostri amati ministri non vedono proprio (non ripeterò tutte le uscite desolanti a base di calcetto e bamboccioni dei mesi scorsi, da parte di alcuni degli occupanti di Montecitorio), e che invece ci rende così felici e rassicurati, quando sappiamo che esiste sul serio e sta lavorando con vigore e pulizia in altre parti del mondo, costruendosi una propria strada.

Se gli occupanti di cui sopra fossero stati presenti ieri sera, avrebbero ascoltato come nasce un libro sul serio e come il nostro patrimonio letterario, una parte molto specifica di questo, è stato letto, mangiato, meditato ed elaborato in una vita giovane ed espresso in un modo così serio e profondo.
Il punto di partenza di questo libro è un interrogativo molto personale, nella vita dell’autrice. 

martedì 27 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#40 - Coincidenze plurime


SimoCoppero

Ultimo giro di giostra per il Salone del Libro di Torino edizione 2017? Con noi del blog niente è mai certo, ormai dovreste aver imparato a conoscerci. Non ci sentite per qualche tempo, ma dietro le quinte, si programma, si legge, si spostano borsate di libri, ci si confronta. Ma torniamo al libro, la mia seconda presentazione importante al Salone: Coincidenze Plurime.

Un noir. Un noir diverso dal solito standard: capitoli serratissimi della lunghezza insolitamente breve,  un libro dove si parte trovando il Commissario Castellaneta  e la sua vita e poi si incontra il morto, quasi per caso.
Si perché il racconto si sposta molto sulla società e sulla quotidianità in cui ci troviamo a confrontarci, sulle amicizie, quelle vere o forse quelle false, sull’opportunismo , sulle vie forzate che ci richiede la vita o quelle alternative che ognuno di noi decide di percorrere, sulle scelte che si arriva a fare per essere un passo avanti.

Questo noir che spesso passa anche sui campi da golf, ci obbliga a soffermarci e a riflettere proprio come obbliga a fare il gioco; è un gioco di intrecci emozionali e di coincidenze, proprio come nel titolo Coincidenze plurime, per arrivare a sbrogliare la matassa dell’intrigo, del tradimento e per trovare l’assasino.

Giorgio Asfolfi, sussurra quasi al posto di scrivere, è leggiadro come una piuma nel dipanare il suo racconto, dove riesce a mescolare dolore, amicizia, destino, opere d’arte con grande maestria.

Volete mica sapere di più sulla trama? E no, dovete leggerlo, dovete provare a mettervi nei panni del Commissario Castellaneta, delle plurime coincidenze del libro e del destino e arrivare alla fine meditando su tutte le sfaccettature. Non sarà una passeggiata, ma sarà un profonda riflessione sull’Italia di oggi.

venerdì 23 giugno 2017

Margaret Mazzantini – Non ti muovere. E vivi.

LoreGasp

Un libro che è venuto a svegliarmi con prepotenza. Uno di quelli che, se si legge, poi si fa fatica a lasciar riposare tranquillo, e a passare ad altro. Uno di quelli che ti fa riflettere quando ti accingi a fare qualcosa, soprattutto se si tratta di qualcosa che ha a che fare con la scrittura. E uno di quelli che ti spinge a far emergere il meglio di quello che sei e hai, perché qualcun altro l’ha fatto prima di te. Senza clonare, senza copiare: troppo facile. No, tira fuori quello che sei sul serio, in semplicità.

Lessi il libro qualche settimana fa, poiché era stato scelto da una delle autrici ospiti del Salottino dei Libri di Buttigliera, Nella Scoppapietra, come uno dei testi che la ispiravano maggiormente. Da allora, mi faccio girare in testa domande su quello che ho io da dire, o da esprimere, e come. (Ed essendo una facilitatrice Access Consciousness, questo diventa anche più divertente…) Alcuni libri sono intrisi di questo potere di catalizzazione: toccano zone inconsapevoli della propria attenzione e personalità di lettore, e danno il via ad alcune reazioni chimico-alchemiche, che all’inizio passano pure inosservate e poco spiegabili. Però, poi, si fanno sentire.

Cosa sento io? Un grande, grandissimo respiro.

mercoledì 21 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#39 - Lo sguardo oltre le vette



SimoCoppero

Come in precedenza vi ha detto la mia collega Loredana, parleremo ancora spesso di Salone del Libro. Sì, in questo periodo sono rimasta un po’ indietro con i lavori e ancora non ho scritto nulla sugli autori che ho avuto l’onore di presentare.
Come avete già letto, è stata la mia prima volta davanti a un pubblico e devo dire che i due cavalieri che ho avuto al mio fianco sono stati eccezionali.
Oggi vi parlo del libro di Marco Sartori, Lo sguardo oltre le vette; è vero Loredana ne ha già scritto in precedenza su queste pagine, ma un punto di vista diverso non fa mai male: magari vi convinciamo che è proprio un libro che non può essere tralasciato e deve assolutamente essere letto.
Non mi dilungherò sulla trama o sul suo personaggio Garibaldi, ma vi parlerò della Signora, la montagna, quella che più di ogni altra cosa mi dà emozioni.
Quando mi sono tuffata nelle prime pagine ho capito di essere a casa. Amo così tanto la montagna da riuscire a sentirla e vederla anche quando non ci sono. I profumi, il respiro del bosco, i rumori, la salita silenziosa, i versi degli animali, il cinguettio degli uccelli, tutto quello che mi fa sentire a mio agio quando mi ci immergo.
La montagna insegna, la montagna deve essere letta e capita, la montagna può essere vissuta da tutti in base alle possibilità (che non sono quelle economiche), ma sempre rispettata. Sì perché come spesso si dice, la montagna non perdona, non perdona gli errori, non perdona il sottovalutare e il non rispetto.
E’ una scuola a tutti gli effetti, una scuola severa, ma che ci concede traguardi e soddisfazioni, proprio come ci racconta Garibaldi.
“Aveva amato la montagna soprattutto per la solitudine che aveva saputo donargli, perché le vittorie sulle vette erano state gesta epiche e sue soltanto …..” Anche io come Garibaldi la montagna so viverla così, nel freddo dell’alba per non incrociare nessuno se non chi la vive veramente, nel cuore tutti i ricordi e le sensazioni più belle.

Questo è stato per me leggere Lo sguardo oltre le vette: respirare aria tersa e vedere colori limpidi.

martedì 20 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#38 - La bellezza non ti salverà


SimoCoppero

“Non è colpa mia se il mondo è pieno di imbecilli convinti che la loro bellezza gli dia il diritto all’amore assoluto, alla venerazione, al successo e alla gloria.” Non è l’inizio di questo fantastico noir, ma uno stralcio, preso a caso: uno dei tanti che leggendo mi hanno fatto riflettere su una società come la nostra, malata.
Sto parlando di “La bellezza non ti salverà “, un noir, un thriller, una commedia, vi lascio lo spazio dopo averlo letto di collocarlo dove vorrete, perché secondo me è un giusto mix di tutto.
Francesca Battistella riesce nel suo narrare a mettere a fuoco, come se stesse applicandosi a scattare la miglior istantanea possibile, la nostra piccola, sporca, meravigliosa collettività con una facilità disarmante. Tocca qualsiasi aspetto: la famiglia, l’amore, la convivenza, la malattia, la bellezza, l’amicizia, la corruzione, la semplicità, l’imprevisto,la tecnologia, facendoti riflettere nonostante si stia cercando un movente e un assassino.
Gioca intorno all’S.I. – Soggetto Ignoto – con la bravura dei migliori episodi di Criminal Minds, ti stuzzica, ti racconta scenari nella testa della profiler ma senza mai svelare, fino ad un punto di non ritorno. Ma in quel punto avrete già messo a soqquadro tutti i vostri punti fermi.
Ci porta a viaggiare nella rete, nella realtà meschina dei social, quella delle apparenze dove la bellezza conta più del resto, dove è così facile cadere in tranelli senza via di uscita, dove esiste un mondo buio, un mondo che difficilmente riesci a immaginare.
Non vi parlerò della trama, dovete leggerlo per innamorarvene, vi dirò però che ci sono personaggi fantastici, cuciti con maestria, mai banali, anzi molto molto interessanti. Sono sicura che la vostra immaginazione letteraria vi porterà a identificarli con visi sicuramente noti, cominciando proprio da Costanza.
Alfredo l’amico sensitivo, che gioca a fare il detective, Enrico il fidanzato di poche parole, Giacomo il collega affascinante e intelligente, e tanti altri che bene si sposano con tutto il racconto andando ad aggiungere elementi preziosi.
Le ambientazioni sono dipinti su una tela estesa e con color tenui, ma sempre ben definiti, il Lago d’Orta con le sue dimore di fantasia ci racconta un paesaggio da fiaba.

Questo libro in realtà è l’ultimo dell’autrice che con la profiler Costanza ne ha scritti altri due: si possono leggere non in sequenza, proprio come ho fatto io, ma ora vado a colmare le lacune.

venerdì 16 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#1 - Lucio Cucinotta – Luci dall’ombra.

LoreGasp

… in un perenne gioco, anche crudele, talvolta, che non si ferma mai. Se dovessi riassumere in poche parole il libro Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, ricorrerei a questa immagine di un caleidoscopio fatto di ombra e luci in cui, ad ogni movimento, cambia la prospettiva, la disposizione e la prevalenza di oscurità oppure luce. E tutto in continuo, perenne cambiamento. Non c’è staticità, in queste pagine, poiché tutto corre e si sviluppa esattamente come capita nelle figure del caleidoscopio.

Come avete potuto leggere nell’intervista pubblicata ieri, uno dei temi toccati da questo libro, forse il più carico e scabroso, è quello della pedofilia. Quando entriamo nella storia, aprendo la copertina, calchiamo uno dei posti meno legali e innocui degli edifici costruiti dagli esseri umani, ovvero un bordello. Niente atmosfere proibite, magari un po’ leziose, tipiche di certi romanzi con sfondo buonista, o allettanti come potevano essere alcuni testi licenziosi del Settecento francese.

mercoledì 14 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia e Le Interviste Del Furore - Nuove rubriche, e un'intervista: Lucio Cucinotta, Luci dall'ombra

LoreGasp

L'estate e giugno sono d'ispirazione per inaugurare altre collaborazioni e rubriche, per il Blog Del Furore Di Aver Libri: L'Angolo Furioso di Belgravia, e Le Interviste Del Furore. Questa volta si tratta della libreria Belgravia di via Vicoforte 14/D e via Monginevro 44 bis a Torino. Oltre a consigliarvi, se siete di Torino, di visitarne il negozio, iniziate a dare un'occhiata alla loro Pagina Facebook. Qui, sulle pagine telematiche del Blog, avranno occasione di sfilare le loro novità editoriali, e gli scrittori che potranno far sentire la loro voce con un'intervista.

Come Lettrice Ex-Furiosa, ho sempre avuto la curiosità di conoscere uno scrittore andando a sbirciare "dietro" le parole che scrive, alla ricerca della fonte di quell'ispirazione, di quell'espressione.

Lucio Cucinotta
Oggi è venuto a sedersi sulla sedia vicino a me (per quanto digitale) Lucio Cucinotta, autore di Luci dall'ombra, Cavinato Editore International, reduce da una presentazione di sabato scorso 10 giugno presso la Libreria Belgravia di via Vicoforte, 14/D a Torino.

Una brevissima biografia, prima di lasciargli la parola.

Lucio Cucinotta, classe 1983, vive a Messina, a pochi metri dal centro della città.
Appassionatissimo di Teatro e Cinema sin da ragazzo, comincia a frequentare dapprima dei laboratori teatrali nella stessa città.
Ben presto, capendo la sua strada e volendo migliorarsi sempre più in quello che attualmente è il suo lavoro, si trasferisce a Catania, frequentando per tre anni un’accademia D’Arte Drammatica.
Comincia intanto a scrivere varie commedie per il teatro, tra le quali una, Nonostante Tutto, prende spunto proprio da questa raccolta di pensieri.

Per Aletti Editore ha pubblicato Sprazzi d'Estro.

domenica 11 giugno 2017

Il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta – Libri e cultura all’aperto

LoreGasp


Come anticipato in qualche post fa, sabato 10 giugno si è tenuto il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta, nato da una collaborazione tra il Comune di Buttigliera Alta, Bolla e Fantasia e il Blog Del Furore Di Aver Libri. Otto autori di diverse case editrici, con forte preponderanza di Spunto Edizioni (che gioca in casa), riuniti nella struttura polivalente a fianco dell’edificio del Comune.

Nella Scoppapietra (E la vita urlò, Spunto Edizioni), Francesca Cuzzocrea (Mi hanno fatto sedere qui, Lettere animate), Mario Chiabrera (Forést, Caosfera), Luigi Bonomi (Una squadra improbabile, Spunto Edizioni), Lucia Giongrandi (Dove sei, Spunto Edizioni), Marco Sartori (Lo sguardo oltre le vette, Spunto Edizioni), Riccardo Martinotti (Abdelkader Il campione che non corse la maratona, Impremix Edizioni), Marco Ieva (Sottile Notte , Echos Edizioni).

Ecco la formazione (tanto per riecheggiare il contenuto de Una squadra improbabile di Bonomi) degli otto scrittori riuniti per parlare sì dei loro ultimi libri, ma soprattutto per rispondere e parlare del tema del Salottino: in quale autore/autrice vi rispecchiate stilisticamente?

mercoledì 7 giugno 2017

Nella Scoppapietra – E la vita urlò. La potenza che si fa sentire.

LoreGasp

E quando la vita urla, tutto il resto tace. Soprattutto le voci inutili, quelle che portano disturbo, o vorrebbero schiacciare quello che è necessario che fiorisca e si esprima.

Seconda uscita per Nella Scoppapietra, dopo La musica addosso, per Spunto Edizioni. Un’uscita importante, in un’occasione anche importante come il Salone del Libro di Torino. (E ridaje! Non ce ne liberiamo più, di questo #SalTo30!) E a me è toccato l’onore di presentarla per la prima volta, con il libro freschissimo di stampa (quel profumo… ! Inebria e seduce.), e il suo sorriso dolce di scrittrice di talento che si schermisce.

Con il primo libro, ha in comune il fatto che ruota soprattutto intorno ad una donna, che qui si chiama Rahel, e lo stile sempre ricco, evocativo e mai pesante. Mentre ne La musica addosso il centro era occupato dal rapporto amoroso tra un uomo e una donna nei suoi lati fisico, musicale e spirituale, qui la forza amorevole si espande notevolmente, toccando altri personaggi, di razza, età, storia diverse, facendoli parlare e intrecciandoli l’uno all’altro in un tessuto complesso. Attraversa tempi, città e continenti diversi, senza stancarsi mai.

domenica 4 giugno 2017

Salone e Salottini, pur di parlare di libri!

LoreGaspSimoCoppero


… post molto ritardatario e anticipatorio al tempo stesso, e doppio. Sto delirando? Può darsi, ma è l’effetto di tanti elementi insieme, come quello di un Salone del Libro tutto particolare appena finito, una serie di libri da leggere in modo serrato, e un paio di Salottini letterari che stanno arrivando.

Andiamo con ordine? Beh, ci proviamo, almeno.

Come si sa fino alle lacrime, dal 18 al 22 maggio si è tenuta la trentesima edizione del Salone del Libro di Torino, attesissima e contestatissima per tutta la rivalità montata ad arte con la manifestazione analoga tenutasi qualche settimana prima a Milano, con Tempo di Libri. Non entro in merito a questa farsa, perché si è già scritto tanto, sicuramente da giornalisti, blogger, addetti ai lavori più autorevoli, facendo paragoni, deducendo statistiche, previsioni, mettendo l’accento sui punti di forza e su quelli di debolezza. Soprattutto quelli di debolezza, conoscendo la tendenza tutta italica di andare a guardare soprattutto quelli per poter dire: eh, certo che poteva fare anche quello e quell’altro, senza vedere tutto il resto che funziona ed è degno di nota. Ogni tanto mi è capitato di cascare in questa trappola, e mi rendo conto che non è minimamente di crescita, né per me, che correrei il rischio di non imparare a riconoscere mai i meriti altrui, né per gli altri, che non riuscirebbero a farsi apprezzare.

Perciò, com’è stato e cos’ha significato per me il #SalTo30?

sabato 27 maggio 2017

Eventi di lettura#16 - Aperò letterario in vigna – Antonio Mesisca, Nero Dostoevskji

LoreGasp

Libri, vino, vigne, Fedor Dostoevskji, noir, Antonio Mesisca. Sono gli ingredienti di una bellissima serata di Aperò letterario, tenutasi venerdì 26 maggio presso l’Azienda Vitivinicola Prever di Villarbasse, organizzata da Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri, e la casa editrice Scrittura e Scritture di Napoli, che ha inviato, in sua rappresentanza, uno dei suoi autori più originali, Antonio Mesisca.

Conoscete già Nero Dostoevskji, di cui Simona ha parlato qui.

Non conoscete ancora Antonio Mesisca, che lo ha creato? Potrei dire “peccato!” con aria disdegnosa, ma ne approfitto per dirvi che se anche avete perso l’occasione di ieri, ne arriva un’altra l’11 giugno, quando l’Azienda Vitivinicola Prever ospiterà di nuovo l’associazione Bolla e Fantasia e il Blog Del Furore Di Aver Libri, insieme ad un gruppo di autori, tra cui ci sarà proprio Antonio Mesisca, che formeranno uno stuzzicante Salottino in Vigna.

Scoprirete un talento di scrittore. E un uomo intelligente, ironico, pronto a fare sul serio e a sdrammatizzare, a schermirsi e a mostrare, con gentilezza e umorismo, il suo sapere. La conversazione con gli autori arricchisce sempre, ma in questo caso devo dire che amplia: orizzonti, spirito, atteggiamento. Se poi questa viene condotta tra persone piacevoli, all'interno di una cornice a dir poco spettacolare come l’Azienda Vitivinicola Prever, il famoso cerchio riceve l’ancor più famosa quadratura.

Quello potrebbe essere il ritratto veloce di Antonio Mesisca, l’autore di un libro altrettanto veloce, fulminante e intenso come uno sparo. E non solo perché in copertina un uomo in nero punta la canna di una pistola direttamente in faccia al lettore. E nemmeno perché il lettore se la ritrova ancora davanti agli occhi nella prima pagina, diventando testimone del delitto principale del libro (No, l’autore non ha ancora pensato ad eliminare fisicamente i suoi lettori… non sembra un’operazione di marketing convincente ed efficace, soprattutto).

Da quella prima scena di sangue parte a cascata una serie di eventi in catena, pieni di equivoci, fraintendimenti, disgrazie, salvataggi insperati, rovesciamenti di posizione che lasciano senza fiato. Allenatevi un po’, prima di leggere il libro, altrimenti non reggete il ritmo.

E' uno di quei libri che tengono allerta l'attenzione, e che servono nei momenti in cui si è bassi di attenzione, svogliati, tendenti alla lentezza. Le battute ironiche, sarcastiche e un pure un po' bast... ehm, sardoniche vi scatenano il sorriso e la risata, ma non fate in tempo a finirle perché dovete concentrarvi su quello che viene dopo, e occhio! Non perdete troppi particolari, subito... anche perché non riconoscerete quando l'autore ve li ripropone, da un altro punto di vista.

Lasciate perdere ricostituenti, integratori, bevande energetiche, così come imponenti gialli con deduzioni sviscerate e lunghe cacce estenuanti ad un assassino in ombra. Se volete una sferzata di energia in forma libresca, dovete procurarvi una copia di Nero Dostoevskji. 

E se siete appassionati dell'autore russo, scoprirete che, a distanza di oltre cent'anni, questa figura di scrittore classico dalla vita disastrata, può ancora diventare il nume tutelare (nonché catalizzatore) di una storia nera nera e italiana.


venerdì 12 maggio 2017

Lo sguardo oltre le vette – Un incanto di montagna

LoreGasp

Sono passati alcuni giorni da quando ho finito di leggere Lo sguardo oltre le vette, secondo libro di Marco Sartori, pubblicato da Spunto Edizioni. E un paio da quando l’ho presentato presso la Biblioteca Comunale di Rosta (lunedì 8 maggio), con Bolla e Fantasia, come si può vedere dalle foto allegate sotto. Non si è ancora spento l’eco delle parole e dello stile del libro, incentrato sulla montagna e su un modo particolarmente profondo di viverla e osservarla.

Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.

venerdì 28 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#37 - Missione a Manhattan

Simo Coppero

Come resistere al richiamo di una missione a Manhattan? Se amate New York City impossibile. Quindi biglietto aereo in mano e tutti a bordo.

Così sono partita con Penelope Pinto, da Londra a New York con un po’ di suspance e di colpi di scena nel lampo di 170 pagine.
La copertina ha del colore rosa e so già che la mia socia di penna Loredana “allergica” al genere, sarà con il naso un po’ storto, ma dicendovi che tutto è ambientato in una casa editrice e che la nostra protagonista è alla ricerca di un manoscritto sparito dal computer dell’editor più richiesto del mercato, vi riporterà tutti con l’attenzione al racconto.

Certo Penelope verrà aiutata dal fidanzato per il recupero dei documenti e per dipanare la matassa misteriosa che inizialmente indicherà proprio lei  come colpevole del furto, ma vi assicuro che nessuno avrà bisogno del dentista per il troppo zucchero nella storia, ampiamente movimentata dai pasticci di Penelope.
Avete presente i libri di Bridget Jones? Ecco, questo libro per tanti versi può essere associato  al genere. Dovete avvicinare alla lettura una ragazzina? Questo può essere il libro giusto, divertente, dinamico, rosa e con il pepe giusto.


Io mi sono divertita, ho trascorso qualche ora nella Grande Mela, ho passeggiato sulla Quinta e mi sono rilassata. Alla fine Londra e New York associate a un’importante Casa Editrice hanno sempre il loro fascino: e che fascino!

mercoledì 26 aprile 2017

Leggere ... volare ... vivere!#36 - Flash di famiglia 1968-2018

Simo Coppero

Flash di famiglia! Cinquant’anni di Flash e che flash, ma partiamo con ordine.
Per una volta non ho lasciato depositare le parole e la storia, perché ci ho camminato dentro, ho vissuto questi interminabili anni con questa famiglia, non mi sono solo affacciata. Tutto quello che ho vissuto e visto, quasi fossi una telecamera in scena, sono anni che in parte ho vissuto anche io e proprio a Torino dove è ambientato il libro.

Torino, Giaveno, Pontepietra, Sicilia, New York. Un periodo storico che parte dal ’68 con le proteste e i diritti sulle donne, lo statuto sui lavoratori, la nuova legislazione sulla scuola, la battaglia sul divorzio e sull’aborto, per traghettare negli anni di piombo, delle Brigate Rosse, di Mani Pulite, agli anni Berlusconiani. Un’Italia in ritardo su tante cose, un’Italia dove il boom economico era per i borghesi.  In questo viaggio di vita tante famiglie nuove e consolidate, ma in particolare Claudio e Rosanna; due ragazzi giovanissimi in cerca di una vita migliore (lui orfano, lei ultima di otto figli in una famiglia dedita alla campagna, alla forza lavoro), trasferitisi in città in cerca di qualcosa di diverso, di una possibilità migliore e soprattutto di un’esistenza indipendente  e libera.


Dalla loro unione nascono Carla e Giovanni. Figli adorati dal padre, poco voluti e accettati dalla madre. Dopo l’arrivo di Carla iniziano le difficoltà, una maternità non voluta, o forse poco accettata, un corpo che si modifica senza essere pronta psicologicamente, una vita a tre in salita, provoca distacco tra madre e figlia, ma anche tra moglie e marito, una mamma che diventa assente e i rapporti che si incrinano, nonostante la presenza di un padre/marito dedito alla famiglia. Tutto riesce a complicarsi ulteriormente con l’arrivo di Giovanni. Così gli anni diventano ancora più bui di quando già la storia non crei da sé.

Non voglio raccontarvi la trama, che magari per qualcuno e per certi versi può risultare scontata, ma voglio far risaltare i sentimenti, l’amore i valori che trasudano dalle parole che narrano. Valori veri, non apparenze, sentimenti profondi, per superare le difficoltà in famiglia e con la famiglia, mai superficialità o ricerca di felicità nel giardino del vicino, che si dice, spesso abbia l’erba più verde.

Aria pesante durante gli anni di crescita, che Carla e Giovanni respirano, tanto da trasferirsi a Milano lei, a New York lui, alla ricerca di risposte forse, di lavoro stabile e soddisfacente, ma forse anche per evitare di affrontare le proprie paure.  Arrivano quindi gli anni del distacco dal nido, del camminare soli in un mondo e in periodo diverso e forse per certi versi ancora più pericoloso (Bin Laden, l’attacco alle Torri Gemelle), della razionalizzazione degli eventi passati, dell’accettare e dell’affrontare le sofferenze del passato per continuare a camminare nel mondo senza fantasmi. 


Leggetelo, merita, forse vi guarderete indietro come ho fatto io, forse rimpiangerete il passato per le regole e i valori, forse vi emozionerete solo, ma dentro di voi non sarà possibile non essere un po’ dei quattro personaggi di questa meravigliosa famiglia.

domenica 23 aprile 2017

Antonio Giuseppe Malafarina – Poesia – Raccontare la vita

LoreGasp

Coloro che mi conoscono, sanno che io leggo raramente poesia. Per un senso di pudore, prima di tutto. Fin dai tempi scolastici, mi sono formata l’idea di non essere in grado di cogliere la delicatezza di sentimenti e la diversità di espressione tipiche dello scrivere in versi. Ho sempre visto l’arte della poesia come qualcosa da imparare, difficile, da levigare e che fosse ad appannaggio di pochi, sia di coloro che scrivevano, sia di coloro in grado di ascoltare e comprendere il loro linguaggio. Probabilmente risento della soggezione sempre provata verso poeti di altezza immensa (e ne abbiamo GIUSTO UN PAIO nella nostra storia letteraria) che oltre a padroneggiare un linguaggio elevato e colto, erano in grado di decifrare e indicare con chiarezza le sfumature dei sentimenti che li agitavano.

Inoltre, il mio atteggiamento un po’ spiccio mi ha sempre portato verso la prosa, il romanzo in tutte le sue forme.

Finché non arriviamo a questo libro dal titolo essenziale: Poesia. Messa da parte la soggezione per chi scrive in versi, mi sono seduta ad ascoltare, e non solo a leggere. L’autore è Antonio Giuseppe Malafarina, giornalista freelance dal 2011 e blogger del Corriere della Sera, come dicono le sue note note biografiche. Anche il titolo del suo blog, presso il Corriere della Sera, è veloce ed essenziale, Invisibili. Per ascoltare la sua voce, quando parla di se stesso, consiglio questo articolo. Oltre che nel suo libro, l'ho trovato davvero lì, in quelle parole.

Poesia è il racconto totale di una vita totale. L’autore dice di sé di non scrivere versi, ma versacci, ed è qualcosa che mi ha divertito e mi ha messo a mio agio. In questo libro, i suoi versi/versacci sono il modo in cui guarda la sua vita e il suo universo e lo trasmette a chi lo circonda. C’è tutto e il contrario di tutto, specchio esatto e preciso di tutto quello che può passare e sentire un essere umano che voglia vivere al completo. Cosa vuol dire, vivere al completo? Vuol dire fermarsi all’apparenza delle cose, e andarci oltre. Descrivere una bella donna di aspetto sensuale e farla sfumare nel rimpianto. Lanciare un pensiero al mondo virtuale di Facebook e prenderlo un po’ in giro, usando uno stile quasi da cantilena e gioco di parole. Non avrei mai pensato di trovare un riferimento al social network più amato e contestato della rete digitale, ma mi ha profondamente divertito e colpito il modo leggero e preciso in cui è stato descritto nelle parole giocose più adatte.

L’amore non manca, qui. E non sono solo donne, ammirate, vagheggiate e accarezzate, ma anche ritratti vibranti e un po’ dolorosi di un padre forte e ingenuo, e di una madre resistente al dolore. L’amore per se stesso, senza fili di compassione ingombrante e inutile per la propria condizione. Le descrizioni a lampi di luce forte dei paesaggi calabresi. Non mancano granelli di rabbia, che zampillano fuori in alcuni versi che descrivono le piccole accuse che ci si lancia addosso in una normale discussione. Ognuna delle poesie, circa un centinaio, è un frammento di forma diversa del flusso vitale: un ritratto visivo di donna, una rievocazione di profumi, una foto vecchia e mezza strappata, un brandello di conversazioni, di rumori. Ci siamo dentro, e al tempo stesso siamo fuori. Osserviamo, e al tempo stesso, viviamo.


È un libro di esperienza vitale: è come osservare un raggio di luce che si scompone nei suoi colori di arcobaleno quando passa su uno specchio, o su una frattura di vetro.  È difficile descriverlo, ma leggendo si può comprendere più facilmente, perché in quel caso si impara a viverlo.

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