lunedì 20 novembre 2017

Aldo Cazzullo – Metti via quel cellulare.

LoreGasp

… ed è arrivato il momento per me di leggere e di scrivere di questo libro, che non è un libro, ma un dialogo. Una conversazione aperta tra il padre Aldo Cazzullo e i due figli, Francesco e Rossana. Ho già raccontato della presentazione qui, avvenuta qualche tempo fa nelle Langhe, in cui ascoltai incantata l’autore parlare senza fermarsi per un’ora di tutto quello che lo aveva portato a riportare su carta un pezzo di realtà vissuta molto, molto contemporanea.

La trama del libro è semplice, semplicissima. Una famiglia, un padre, due figli e un invito/ordine sicuramente reiterato, e chissà quante volte: Metti via quel cellulare. Tutto lo svolgimento corre intorno alle ragioni che spingono il padre a prorompere nell’invito/ordine e tutte quelle che i giovani oppongono per non farlo. La contrapposizione sembra facile, scontata. Papà Aldo appartiene alla generazione della carta, della macchina da scrivere, dei trasporti più lenti, dei telefoni a rotella, della Stipel che poi diventa SIP, e poi Telecom, e poi TIM, con i primi cellulari grandi quanto piastrelle e pesanti come tronchi, con antenne lunghe come le radio degli anni ’60 (quella che ho in casa io ha un’estensione chilometrica. Avrei potuto captare anche i segnali da Marte, se opportunamente orientata).

domenica 19 novembre 2017

Eventi di lettura#19 - Incontro con l’autore – Enrico Pandiani a Rosta in Un giorno di festa.

LoreGasp

Un altro Incontro con l’autore presso la Biblioteca Comunale di Rosta, per Bolla e Fantasia, il Blog Del Furore Di Aver Libri, grazie al sostegno immancabile dell’Assessorato alla Cultura nella persona di Anna Versino, e dei volontari della Biblioteca, che la tengono aperta appositamente e non mancano mai di far sentire il loro appoggio.

L’autore da incontrare era Enrico Pandiani, scrittore e sceneggiatore di fumetti di lungo corso: se volete imparare qualcosa di più su di lui, di tutti i suoi trascorsi, potete farvi un’idea sulla sua pagina di Wikipedia. Tuttavia, vi suggerisco, se volete ascoltare davvero la sua voce, il suo blog personale: https://lesitaliens.wordpress.com/ Leggete il modo in cui si racconta, e avrete un’idea più netta e colorata di chi è Enrico Pandiani.

Ieri a Rosta presentava il suo ultimo romanzo, uscito praticamente l’altro ieri, a settembre, Un giorno di festa. E’ il sesto volume di una saga iniziata quasi per gioco nel 2009, quando pubblica Les Italiens, il primo romanzo in cui compare il Commissario Pierre Mordenti, attorniato da una squadra di altri poliziotti come lui, con la caratteristica comune di essere italiani di seconda generazione. Sono una squadra di flic, creata ad hoc da un grand patron anche lui italiano di origine, con l’intento di avere a disposizione poliziotti in gamba e particolarmente… flessibili nei confronti delle regole. Gli italiani, in quello, sono maestri indiscussi e incontrastati: devono nascere i popoli in grado di poterli anche solo impensierire nell’ambito. In breve, les italiens si fanno conoscere proprio per il loro indubbio talento investigativo e per questa caratteristica comune di non ricordarsi a memoria tutte le procedure legali.

Enrico Pandiani ci ha illustrato, con la sua verve inimitabile ed evocativa, la genesi del gruppo des italiens, la scelta della città, Parigi, dei caratteri, di alcuni personaggi interessanti colleghi di Mordenti, e di altri comprimari di fascino irresistibile, come Moët, giovane pittrice transessuale con un padre ingombrante e odioso, per cui lo stesso aitante Commissario perde la testa, e che ha un ruolo meno di spicco nell’ultimo romanzo.

venerdì 10 novembre 2017

Davide Pappalardo – Buonasera (Signorina) – Un thriller a ritratti.

LoreGasp

Un libro che arriva direttamente dalla settimana di paura Rosta-Buttigliera appena conclusa. Il suo autore, Davide Pappalardo, è stato sabato scorso con noi a parlare di un collega nordico, Jo Nesbø, e del suo libro, Il confessore. Abbiamo imparato a conoscere qualcosa di lui attraverso la lettura, richiesta, di un romanzo altrui, mentre ora ci concentriamo sulla sua scrittura e sul suo messaggio.

Mentre scrivo, Buonasera (Signorina) è finalista al premio Garfagnana in giallo, per la categoria ebook: piuttosto emozionante, no? E tra pochi giorni scopriremo il successo che ha questo libro interessante.

Il titolo prende le mosse proprio da uno dei più famosi “Buonasera” pronunciati e cantati sul territorio nazionale, ovvero quello di Fred Buscaglione, artista torinese di carattere originale, uno di quelli che si ricorda a lungo. Il teatro delle operazioni, invece, è Milano, pieni anni ’70.

Per la precisione, iniziamo a vivere nel libro nella notte del 23 dicembre 1970, quando in una palazzina non troppo appariscente di corso Magenta, il braccio destro di un gangster dal nome esotico e le radici napoletane, Jo Le Maire, viene trafitto da ventisette feroci coltellate, ad opera di sicari silenziosi e spaventosamente efficaci, spietati. Un regolamento di conti? Una vendetta? La conclusione un po’ drastica di un affare? Iniziano le indagini pescando nel mondo torbido dalla facciata ripulita di una certa malavita milanese. Non è solo la polizia ad essere impegnata sul campo, ma anche un ex delle loro file: Libero Russo, che dopo essere uscito con ignominia dalle Forze dell’ordine a causa di un avvenimento traumatico dell’anno prima, sta cercando di riciclarsi come investigatore privato.

domenica 5 novembre 2017

Eventi di lettura#18 – Una Settimana di Paura e Brividi, tutto tra i libri!

LoreGasp

Si è appena conclusa un’intera settimana di paura “letteraria”, tra Rosta e Buttigliera Alta, da sabato 28 ottobre a sabato 4 novembre, scaturita dall’avere nel bel mezzo la festa più paurosa, fraintesa, contestata e derisa dell’anno, Halloween, caduta martedì 31 ottobre.

Scansando il solito “dolcetto o scherzetto?” e il suo consueto codazzo di polemiche, spiegazioni e definizioni più o meno etimologiche del nome Halloween, il Blog e Bolla e Fantasia hanno voluto festeggiarla al modo letterario, non solo leggendo o consigliando libri “de paura” che potessero aiutare a entrare nello spirito (è proprio il caso di dirlo) della serata, ma invitando alcuni scrittori del campo a leggerli con noi.


A noi del Blog Del Furore e di Bolla non basta una sola serata di paura letteraria: è troppo poco il tempo per leggere!

Ed ecco partire l’invito agli scrittori di thriller di nostra conoscenza malcapit… ehm, selezionati: scegliamo e leggiamo insieme un titolo appartenente al genere horror/noir/thriller/gotico/giallo, opera di un altro autore, un altro “collega”, di qualunque nazionalità ed epoca. Incontriamoci con un pubblico di lettori e parliamone: pregi, difetti, collegamenti e rispecchiamenti con i loro stili, consigli o sconsigli.

Il risultato, ve l’anticipo, è stato di veder crescere e sviluppare due bellissimi dibattiti, divertenti, approfonditi, partecipi e di stimolo, con persone e libri diversi. È stato un continuo intrecciarsi di opinioni, battute, consigli, considerazioni tra scrittori che in quel momento erano entrati nella veste di lettori “specializzati”. Ciascuno di loro, posata la penna con cui creano i loro scritti (che hanno presentato in pochissimi minuti, superando ogni record di stringatezza ed efficacia di esposizione, senza spoiler), si è lanciato in una discussione ben argomentata e interessante sulla bellezza (o meno) del testo scelto. Forse un pochino pilotato, devo ammettere… ma era troppo allettante la prospettiva di vedere scrittori del genere trasformarsi in lettori specializzati e ascoltare le loro opinioni, suggerimenti e anche proposte.

Anche questo è un modo per conoscere un autore: non solo ascoltarlo mentre parla della propria creatura, ma anche di come parla e reagisce a quelle altrui.

Scendiamo un momento nei dettagli.

venerdì 27 ottobre 2017

Leggere ... volare ... vivere!#43 - Sui confini


SimoCoppero

Ho intrapreso un viaggio. Ho inserito questo libro nella mia valigia in partenza per le ferie fuori Italia: io partivo per piacere , e sapevo perfettamente che “SUI CONFINI”, non parlava di viaggi di piacere.

Sono tornata e l’ho lasciato depositare, avevo bisogno di capire se quello che descrive questo piccolo libro sono solo cicatrici lasciate o se è un urlo per migliorare situazioni, e cercare di cambiare pagina e regime. Non mi sono ancora risposta, ma dopo l’Incontro con Autore, Nella Scoppapietra, dove abbiamo parlato di migranti, l’ho ripreso in mano.

Sui Confini è un libro fatto da tanti piccoli racconti, una cronaca umanitaria per certi versi, che descrive e racconta quello che avviene sui confini, ma diventa qualcosa in più: viene definito diario geopolitico.

Io non toccherò la politica, non è nelle mie corde, ma vi parlerò molto brevemente di questo progetto nato per raccontare la tristezza, la paura, la poca sopravvivenza di tutti questi migranti che in qualche modo questi confini vogliono e devono passarli, dove la percentuale di riuscire è molto molto bassa, ma spesso è l’unica via di fuga a guerre e terrore.

Il progetto di Marco Truzzi insieme al fotografo Ivano Di Maria, che per due anni hanno viaggiato insieme sui confini europei, è una visione di quello che sta accadendo, perché è necessario vedere, quello che molto probabilmente segnerà un’epoca. Quindi con zaino e macchina foto sono entrati in alcuni posti di confine e ne hanno documentato quello che accade, non solo con parole,  ma anche con immagini. I confini hanno sempre fatto la storia e l’hanno spesso segnata, in questo libro il termine confine ha più sfaccettature di quanto si creda.

Ringrazio la Casa Editrice Exorma, che mi ha dato la possibilità di fare questo viaggio, che mi ha portato con la mente a immaginare (i migranti le vivono però) quello che spesso da articoli di giornale e televisione non viene presentato, a rendere vive dinamiche di contrattazione per transitare dai confini che nemmeno possiamo immaginarci.

Leggetelo, non vi prenderà molto tempo se non entrerà nel cuore, ma se lo farà riuscirete a sentire un po’ di tutto quel dolore che i confini vivono.

giovedì 26 ottobre 2017

Eventi - Tutti i nostri eventi mensili


SimoCoppero

Purtroppo qui in zona, la situazione meteo è allarmante, stiamo vivendo assediati dal fuoco e dal fumo, non vediamo il sole, e purtroppo non si vede il profilo delle nostre amate montagne. Non piove e quindi tutto si amplifica, ma noi che viviamo anche di libri vogliamo essere positivi. Quindi, iniziate ad appuntarvi tutte le date del mese di novembre che Bolla e Fantasia con il Blog e con i Comuni di Rosta e di Buttigliera Alta hanno creato, e magari muovendoci in tanti riusciremo a creare un flusso positivo per far tornare a brillare quello che ci riempie gli occhi ogni giorno, le montagne della Val di Susa
Parleremo di paura, di thriller, di noir, parleremo di sport e non per ultimo parleremo de "les italiens".
Avremo grandi ospiti che non potete assolutamente perdere e ci saranno libri per tutti i gusti. Vi aspettiamo. Settate i navigatori!

martedì 24 ottobre 2017

Eventi di lettura#17 – Incontro con l’autore – Alice Basso, Non ditelo allo scrittore, a Rosta.

LoreGasp

… non sto smettendo di ridere. E non lo farò, con tanta facilità. Sabato 21 ottobre, presso la biblioteca di Rosta, il Blog Del Furore Di Aver Libri, Bolla e Fantasia, insieme all’assessore Anna Versino, i volontari della biblioteca (rappresentati splendidamente dalla signora Annarita, che ci ha aperto le porte dei locali in volata!), e uno stuolo di lettori preparati e curiosi, hanno ascoltato Alice Basso raccontare del suo ultimo libro, Non ditelo allo scrittore.

Non è stato un semplice racconto. Una compassata, tranquilla presentazione di trama e personaggi, un’intervista dottorale su interpretazioni, richiami, ispirazioni alla vita reale o letteraria. No. Niente di tutto questo. Non se l’autrice incontrata è Alice Basso. Se per caso non eravate a Rosta sabato scorso, adesso vi spiego, o tento di spiegarvi, cosa vuol dire parlare del suo libro con lei. Così, quando il Blog e Bolla e Fantasia organizzeranno di nuovo una presentazione con Alice Basso, potrete essere tra i primi a prenotarvi. :-D

Immaginate una bella e giovane scrittrice, dal viso radioso e il sorriso aperto, e i modi educati e gentili. Immaginatela mentre si siede sulla poltrona davanti al pubblico e apre la bocca sorridente per rispondere alla prima domanda della blogger intervistatrice.

Ci siete fino a qui? Ottimo.

venerdì 20 ottobre 2017

Alice Basso - Non ditelo allo scrittore - Quando i fantasmi tendono a ritornare... e non è Halloween.

SimoCoppero e LoreGasp

Ragazzi, qui Vani Sarca dice veramente la sua!!! La ragazza sta crescendo e maturando, e quasi mi spaventa la piega sdolcinata che va prendendo, ma come dice l’Amanita il caso non è ancora stato risolto e quindi ci tocca aspettare il quarto libro.

Però una domanda mi sorge: come faremo alla fine del quinto libro, noi poveri lettori tapini, a lasciare andare la bella ghostwriter? Avremo penso crisi di astinenza tali che forse è meglio che la nostra Alice Basso pensi in anticipo qualcosa di nuovo e innovativo con la nostra scrittrice nell’ombra.

Come si diceva già sui precedenti libri e come ci ha svelato la nostra scrittrice nelle tante presentazioni fatte insieme, la storia sarà composta da cinque volumi (siamo al terzo e ne esce uno all’anno) ma che possono essere letti distintamente da soli se non si ha voglia di sapere che cosa combina Riccardo, Morgana o il Commissario Berganza.

Ah … Commissario Berganza, ah Riccardo ….. quanto ridere e quanti sospiri che mi avete fatto fare.  Spesso quando leggo mi piace sognare, mi immedesimo, mi sembra di essere un fantasma che spia la vita di qualcun altro. Meraviglioso, e quando leggo Alice Basso fin dalle prime pagine sono immediatamente catapultata in questo mondo parallelo magnifico.

Come vi ho detto ho trovato una Vani più matura, più riflessiva, più cresciuta, ma ammetto che spesso quando vivo la storia confronto Vani con la sua Autrice (conoscendola abbastanza bene) e cerco somiglianze e discordanze (un po’ pazzerella la nostra autrice lo è).

Non vi svelo niente della storia e non approfondisco più di tanto il libro perché chi ci segue sa che sabato ne parleremo tutti insieme con Alice Basso, quindi non perdetevi l’appuntamento.
Questa libro però, più delle altre volte mi ha lasciato Vani nel cuore, ma voi fate silenzio mi raccomando “Non ditelo allo scrittore”.

Loredana tu invece che cosa ne pensi?

lunedì 16 ottobre 2017

Presentazioni di libri: Aldo Cazzullo – Metti via quel cellulare.

LoreGasp

Quando la presentazione di un libro rimane talmente nelle orecchie e nella memoria, da riviverla in continuazione. E da imprimere un’altra svolta al proprio corso. Se non ne scrivo, non riuscirò bene a vedere, a sentire, a scoprire.

Sto parlando della presentazione dell’ultimo libro di Aldo Cazzullo, Metti via quel cellulare, scritto a sei mani con i suoi due figli, Francesco e Rossana, e dedicato alla riflessione di quanto siamo chini sugli smartphone per tutta la durata della nostra vita da svegli, toccando anche diversi altri punti. Nella posizione elevata del Municipio di Verduno, circondato da libri antichi e da una natura autunnale a dir poco maestosa, Aldo Cazzullo si è seduto su una delle poltroncine del palco, che vedete qui sotto, e ha dato “vita”. Non solo al suo libro. Ad un mondo di riflessioni, ricordi e aneddoti di natura diversa, personale, pubblica, sociale, letteraria, che è vissuto davanti ai nostri occhi e in quella parte dei nostri emisferi cerebrali in cui immagazziniamo emozioni, sensazioni, energie.

Coadiuvato da due studenti di teatro, un ragazzo ed una ragazza (quasi gli avatar dei suoi figli, tanto per rimanere in tema virtuale…), che hanno letto stralci del suo libro con voce ed energia particolarmente ampie e vivaci, l’autore ha condiviso con noi le sue opinioni sul mondo virtuale che ci siamo costruiti e che portiamo sempre nello smartphone, e molto, molto di più.

Aldo Cazzullo non ha bisogno di presentazioni di “carriera”: è un nome noto, da molti anni, nel giornalismo e nella scrittura. I suoi articoli per La Stampa e per Il Corriere della Sera sono letti, riletti, condivisi, criticati, amati, odiati, su tutto il territorio. I suoi libri, un elenco ben lungo e nutrito, sono letti, richiesti, ricercati. Sono riuscita a leggerne solo uno, diversi anni fa, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, sulla storia di Lotta Continua, ed ero rimasta colpita dal suo stile giornalistico di raccontare, ma caldo e bilanciato.

Non avevo ancora ascoltato lui.

Non saprei proprio dire quanto sia durata davvero la presentazione, se non… troppo poco. Troppo poco, per quell’universo di cui ha schiuso la porta. Il libro e la sua riflessione era il punto di partenza, ma dove ci ha portati, con le sue parole sempre giuste, mai mancanti, tanto avvincenti? Da Ungaretti, e il modo in cui le sue poesie sono state pubblicate: una storia di fiducia appesa ad un filo precario e instabile, in piena Prima Guerra Mondiale. Da Beppe Grillo, prima della sua trasformazione politica, e nella sua capacità di prepararsi e comunicare con le persone nel modo chirurgicamente ESATTO in cui esse vogliono che si comunichi con loro. Da Bill Gates e il suo essere prima di tutto un businessman. Nelle Langhe del secondo dopoguerra, dove il paesaggio e la vita non erano così belli e placidi, e i nonni dell’autore si scavavano la vita con forza e resistenza.

domenica 15 ottobre 2017

Eventi - Una sera a teatro

SimoCoppero

Il Blog ospita nuove avventure e nuovi Eventi. 
Dalla sinergia tra il Blog e l'Associazione Bolla e Fantasia, il panorama culturale si allarga e noi che alla Cultura non mettiamo limiti abbiamo tolto ogni confine. Parleremo sempre di libri anche il questi eventi, ma in modo diverso innovativo anche per il Blog. 

Venerdì sera alla Biblioteca Comunale A. Querro di Rosta (che ultimamente è divento nostro punto fisso per dar libertà alla fantasia scritta, letta e parlata) è andata in scena una Commedia teatrale: Una Canzone Migliore con Sabrina Scolari e Giorgio Perona. Una commedia unica e divertentissima, una prima in biblioteca (è sempre stata recitata a teatro prima), che ci ha portato in un mondo di libri, con un occhio e uno spirito diverso. Una commedia inglese rivisitata e modificata per poter stare nei tempi e negli spazi di una biblioteca; protagonista Frank, un professore universitario stanco, disilluso e più incline al whisky che all'insegnamento e Rita una parrucchiera che vede nello studio una forma di riscatto dalla sua condizione sociale. Bravissimi gli attori, felicissimo e divertito il pubblico.

Il mio ringraziamento speciale va ad Anna Versino, Assesore alla Cultura di Rosta, che ha creduto nella mia fantasia di portare una commedia in mezzo ai libri, ai bibliotecari volontari, che come sempre ci sono stati, e non per ultimo a Giorgio e Sabrina perchè hanno portato emozioni nuove, una ventata di aria fresca, e una voglia di riscatto culturale che include il teatro e l'arte in ogni sua forma.

Aspettando la prossima (perchè in anticipo gli attori sono già stati invitati nuovamente sulle scene da Comune di Rosta), potete per chi ha perso lo spettacolo andare sulla pagina Facebook dell'Associazione a vedere la carrellata di foto a disposizione.

Alla prossima quindi ... Giorgio e Sabrina siete stati speciali!


sabato 7 ottobre 2017

Eventi - Tutti i nostri eventi mensili






SimoCoppero

Oggi giornata di sole, mi ha ispirato questa breve puntatina di scrittura sul blog: è un po' che non mi sentite, ma solo perchè sto lavorando dietro le quinte per spargere cultura, per parlare di libri, per divertirci in mezzo ai volumi con eventi teatrali.
Dal mese di Ottobre sono partite molte iniziative targate Blog e Bolla e Fantasia, così ho pensato fosse utile per tutti quelli che non passano dalle nostre pagine di Facebook, un breve riassunto degli eventi.
Lo trovate nella foto qui allegata. Noi vi aspettiamo durante tutti i nostri incontri, e continuiamo a leggere.
A presto!

venerdì 29 settembre 2017

Claudia Semperboni – La vita è bella perché finisce – Un lungo discorso per sé

LoreGasp

No, il titolo non è un refuso, è scritto giusto. È quello che ho pensato subito quando l’ho letto, ovvero che avessi capito male io o fosse un errore di battitura. È la prima porta curiosa che ci invita a leggere il secondo romanzo di Claudia Semperboni, scrittrice piemontese adottata da poco dalla Liguria.

Entriamo nella sala del libro con l’impressione che l’azione si stia svolgendo da un po’, come se la rappresentazione fosse iniziata qualche tempo prima. Siamo in ritardo? No, affatto, è Alida, la voce narrante del romanzo, che sta riflettendo sulla sua vita, pensando quasi a quello che può o non può condividere con noi. Sta parlando a noi, ma in realtà, il suo vero interlocutore è un altro. Qualcuno che se n’è andato tempo prima, strappandole via un pezzo di sé, che lei cerca con qualche durezza di recuperare o… di lasciare andare definitivamente. È un uomo, un “tu” che all’inizio vediamo in una foto, anzi, non facciamo in tempo a guardarla bene, perché Alida la gira contro il muro. È una foto piena di gioia e luce, troppo piena di gioia e di luce, per cui è diventata insopportabile.

Siamo alle primissime pagine del romanzo, e sappiamo già molto, solo dalla voce e dalle pause sottintese di Alida, che parla nelle nostre teste. A volte è didascalica: racconta quello che vede andando al lavoro, recandosi nella sua libreria ogni mattina, il suo rifugio, il luogo in cui non sentirsi ferita e mancante. È anche una grande osservatrice, Alida. Vicino al suo negozio c’è un bar molto frequentato. Da qualche tempo, nel tentativo di distogliersi dal dialogo con il “tu” scomparso fisicamente dal suo fianco, ma ancora prepotente nel suo animo, le piace concentrarsi sulle persone che entrano nel bar. Che vita hanno? Cosa provano, mentre bevono il caffè che hanno ordinato, guardano il telefonino alla ricerca di parole e messaggi, o mentre salutano qualcuno di conosciuto? Giorno dopo giorno, Alida è in grado di riconoscerli, e di salutarli come amici, anche se solo nello spazio della sua mente. Cerca di indovinare i loro pensieri, di leggere qualche brano della loro vita dai loro abiti, i loro movimenti, costruendone una per loro.

lunedì 25 settembre 2017

Eventi di lettura#16 - Incontro con l’autore – Nella Scoppapietra, E la vita urlò, a Rosta.

LoreGasp

Dopo tante letture, è bello scriverne, come si fa qui nel Blog, e parlarne, come si fa negli eventi letterari organizzati da Bolla e Fantasia, con il supporto del Blog, e di tutti gli altri partecipanti: scrittori, editori, lettori, location.

Ieri è stata la volta di presentare il secondo libro di Nella Scoppapietra, E la vita urlò, presso la biblioteca di Rosta, uscito per Spunto Edizioni. Io ne ho parlato qui, e Simona qui, per cui conoscete ampiamente cosa ne pensiamo. Il dialogo con Nella Scoppapietra, ieri, è stato divertente e gioioso, poiché la scrittrice si è messa a disposizione del pubblico per raccontare un po’ di più di se stessa, attraverso i suoi libri.

Una presentazione di libri non è un evento semplice e scontato. È un lavoro di squadra, che coinvolge tante, tantissime persone, ciascuno con il suo contributo. Partiamo proprio dall’evento di ieri. Nella scrive i suoi libri, Mariapaola Perucca li pubblica (e in una casa editrice il lavoro per farlo è complesso e delicato), Simona e Loredana li leggono, ne scrivono nel Blog, organizzano la presentazione, presentano il libro, e i lettori del pubblico ascoltano, partecipano, fanno domande, leggono, scoprono, s’informano.

Aggiungiamo, nel caso di ieri, i volontari della Biblioteca di Rosta che hanno tenuto aperta la biblioteca appositamente per noi, e l’assessore Anna Versino che ha facilitato con entusiasmo tutto l’iter per poter arrivare con tutti gli elementi della presentazione di un libro: scrittrice, editrici, presentatrici e organizzatrici fotografe. (Tutto al femminile, avete notato? J)



lunedì 28 agosto 2017

Dialoghi con l'Amanita#35 - La lunga estate calda dell'Amanita

LoreGasp e L'Amanita

A prescindere dalla latitanza e dal titolo sono ancora nella valle di lacrime. Anzi, quest’anno è bene parlare di valle di sudore.

Prima parentesi: io non sud(av)o. Mai. Uno studio serio e scientifico, convalidato da prove empiriche, dimostrò anni fa che per vedere la mia fronte leggermente lucida dovevo trovarmi in Sardegna con almeno 40 gradi all’ombra (non ricordo l’anno, ma ricordo che l’aeroporto di Elmas chiuse per “liquefazione dell’asfalto delle piste”). Dubito che abbiamo raggiunto i fatidici quaranta gradi, ma un buon (si fa per dire) 80% di umidità africana (e scusate l’inciso velenoso: ma l’Africa ha scelto l’Europa come pattumiera?) ha decisamente pesato sul becero processo di liquefazione sul divano.
Dicevo. La valle di sudore non ha comunque sconfitto la furia: libri poco impegnativi, ovviamente, ma parecchi. Alcuni anche già letti.

Qualche titolo: La libreria degli amori impossibili (ma! qualcosa mi è rimasto indigesto, devo rileggerlo per capire; forse la protagonista…); un Poirot e due Miss Marple (i classici non deludono mai); Cari mostri di Stefano Benni (delusione: mi aspettavo di più da un autore di cui mi hanno parlato con entusiasmo); La casa delle foglie rosse (grazie, M! L’ho letto solo perché prestato, invece il giallo di Paullina Simons è una bella sorpresa, un’ottima compagnia con finale davvero soddisfacente); un tuffo ed una lunga nuotata ne Il Signore degli anelli, libro e dvd… devo aprire un’altra lunga digressione, ogni volta scopro qualcosa di nuovo! Frodo mi ha insegnato alcune cose riguardanti la convivenza col male. Ho sempre mal tollerato la sua défaillance di fronte alla voragine del Monte Fato: caspita, almeno nei libri l’eroe senza macchia “ci può stare”. Ma nella vita il male c’è. Nella vita puoi non scegliere il male, ma trovartici. Come Frodo, appunto, che si salva solo perché qualcun altro è più malvagio e “perso”. Dopo diciassette anni di malattia mi consola leggere che c’è salvezza anche per chi è, suo malgrado, ferito così profondamente dal male.

E ancora: Il piccolo negozio di fiori in riva al mare (simpatico); La signora dei cimiteri (harmony con furore, sì, ma – strano, eh – mi interessavano i fantasmi). E la grande scoperta degli ultimi tempi: Alice Basso con Non ditelo allo scrittore, ovvero le peripezie di una “scrittrice fantasma” (ricevuto appena uscito, sto consumando il libro: l’avrò letto almeno cinque volte).

Di solito non seguo le novità, ma la Basso mi fa sganasciare… sì, l’immagine di una massa tremolante che sghignazza sul divano è da nausea, abbiate pazienza.

mercoledì 23 agosto 2017

Jolanda Pergreffi – Verso domani – La dolcezza della resilienza.

LoreGasp

Ricompare in queste pagine telematiche il nome di Jolanda Pergreffi, garbata autrice di talento che conobbi al Salone del Libro 2016, quando ebbi l’onore di presentare il suo primo romanzo edito da Spunto Edizioni, Il tempo dei papaveri. Verso domani è una perla appena pescata e messa qui in esposizione.

Come ho scritto nel titolo, è la dolcezza l’elemento di spicco dell’atmosfera del libro, anche se le vicende raccontate ne hanno davvero poca. Quando entriamo nel libro siamo a Torino, parecchi anni fa. Ci passano davanti una bimba di nove anni, Cinzia, spaurita e rinchiusa in se stessa, sballottata insieme ad una valigia da una giovane donna dall’aspetto talmente determinato da diventare aggressivo. Dove corrono? A prendere un treno che le porterà in un paesino della Sicilia, ad abitare in un castello. Se non facessimo attenzione alle espressioni e agli abiti indossati dalle due, potremmo pensare che questo sia l’inizio del seguito delle fiabe, quando la donzella protagonista sposa il principe e si trasferisce nel suo castello a vivere un’esperienza di serenità, balli, vita di corte, ricchezze.

Invece, da lettori attenti, ci accorgiamo subito che non è così. La giovane donna si chiama Marta. Impossessatasi letteralmente di Cinzia nell’orfanotrofio in cui andava a trovarla saltuariamente presentandosi come “zia”, la sta portando di peso in Sicilia dove ha intenzione di farsi sposare da un gentile e facoltoso barone, e trasformarsi istantaneamente in una gran dama, ricca, benvoluta, accettata e ricercata in società. Marta è una ragazza madre che ha subito il fortissimo ostracismo del suo intero paese per essere rimasta incinta senza il sacro vincolo del matrimonio, cui si è aggiunto il bando dei suoi stessi genitori, troppo scossi dalla vergogna sociale per aiutarla e sostenerla. Ora è ferocemente alla ricerca di un riscatto agli occhi di tutti, che ritiene di aver trovato nella persona del Barone, un vero gentiluomo di aspetto e di valori, approfittando anche, in una certa misura, di alcune sue debolezze. Venuta a sapere del suo desiderio di avere un figlio, la ragazza tenta di “creare” una gravidanza ad hoc con l’aiuto di un medico compiacente. Tuttavia, questo primo tentativo non va in porto.

lunedì 21 agosto 2017

Del Furore Di Leggere A Multipli o La Cintura di Orione.

LoreGasp

La Cintura di Orione in una simulazione al computer

La Cintura di Orione indica tre stelle particolarmente brillanti, all’interno della folta costellazione di Orione. Apparentemente non avrebbe niente a che fare con la questione della lettura, se non ne è argomento, ma è un’espressione che mi è venuta in mente un giorno mentre guardavo tutti i libri del mio tavolino di lettura, e quelli che ho impilato in zone diverse di casa mia. Scherzando, mi dissi che se li avessi messi uno dietro l’altro, avrei eguagliato la lunghezza della Cintura di Orione… e da allora uso il nomignolo ogni volta che parlo della mia lista di lettura.

Perciò, mi è venuta voglia di praticare buchi nella cintura stellato-libresca, andando avanti spedita con i libri che la compongono. Sono curiosa di vedere quanto ci impiego a smaltirli, e sono impaziente di fare spazio per altri volumi e argomenti nuovi, senza l’affanno degli arretrati. E per far questo, ho cominciato a leggere a multipli, selezionando gruppi di tre libri che, ad un primo sguardo e intuito, potrebbero andar bene insieme.

È iniziato come un gioco ed un esperimento.

In una tarda serata di caldaccio infernale insopportabile e persistente, mentre sedevo sul divano sotto il vento incrociato di due ventilatori, accanto a quattro pile di libri, ho cominciato a guardarli con insistenza per capire chi dovessi pescare. Ne ho preso uno (Verso domani, seconda uscita fresca fresca di Jolanda Pergreffi), pensando di essere a posto. Per i primi cinque minuti, almeno. E poi l’intuizione. Guardo di nuovo e ne tiro fuori altri due: Il giardino dell’orco, Leïla Slimani, e Il confine dell’ombra, di Gianluca Arrighi. Perché questa scelta?

lunedì 14 agosto 2017

Maurizio De Giovanni – Le mani insanguinate – Quindici volte noir.

LoreGasp

Maurizio De Giovanni. Basta il suo nome e io devo leggere i suoi libri. Sono anche tanti, meno male, per cui potrò approfondire la sua conoscenza con tutto comodo e agio. È parecchio noto per il suo inconsueto commissario Ricciardi, e per la serie televisiva de I bastardi di Pizzofalcone, tratta dal suo omonimo libro. Tutti segnati sulla lista della Cintura di Orione, naturalmente.

Questo libro, Le mani insanguinate, arriva naturalmente da… ovvio che sì… dal #SalTO30 appena passato. Passato solo dal punto di vista del calendario, naturalmente. Il Salone del Libro è un’esperienza priva di individuazioni temporali gregoriane precise. Una visita approfondita allo stand delle Edizioni Cento Autori, e Maurizio De Giovanni è stato immediatamente adottato.

Sono quindici racconti noir. Quindici perle nere, in cui De Giovanni si diverte a usare il nero come ingrediente principale o come filtro dei suoi scritti; non è più solo un genere, in cui l’assassino commette il delitto davanti agli occhi sorpresi del lettore e poi si dilegua sbeffeggiando gli inquirenti di turno. Alcuni dei racconti sono noir “tradizionali”, se possiamo definirli così. In altri, invece, il nero è davvero un filtro, un paio di lenti scure virate con cui l’autore guarda e riscrive alcuni eventi storici molto noti, e altri fatti di cronaca delicati, al punto da essere entrati nel corpo collettivo del nostro territorio.

E alcune di queste rivisitazioni sono talmente ben congegnate che potrebbero persino… essere reali. In fondo, è sempre questione di punti di vista, giusto?

giovedì 10 agosto 2017

Leggere ... volare ... vivere!#42 - La luce nera della paura

SimoCoppero

Posso sostenere di essere una lettrice fortunata: nessuno degli ultimi libri letti mi hanno delusa. Non è cosa così scontata, non sempre gli autori riescono a portarti dove tu ti aspetti, o farti vivere emozioni tali da non smettere di girare le pagine.
Questa volta sono partita per il Nord-Est: Venezia, Burano e Bolzano mi hanno ospitato e non è stato un viaggio tranquillo, dietro agli angoli ho incontrato personaggi buoni, cattivi, loschi, e anche questa volta mi sono imbattuta in coincidenze:

 “Le coincidenze sono proiezioni dei nostri pensieri alla perenne ricerca del sensazionale “ scrive Massimo Rossi nel suo La luce nera della paura.  Saranno anche coincidenze, quelle di trovare sempre Commissari così interessanti?

Andiamo con ordine, che al nominare il Commissario Rollo Weber, tutto nella mia testa diventa confuso.  Stiamo parlando di un libro noir, ma non proprio noir, anche qui le sfumature di etichetta ci sono: è qualcosa di più, ma anche qualcosa di diverso; per intenderci, ci sono cadaveri, un Commissario, una psicologa, e un sostituto procuratore. 

Tutta fantasia, lo so, ma a tratti sembra di essere nella vita vera dove i giochi di potere la fanno da padrone, dove i sensi di colpa di una vita normale si affacciano alla routine della quotidianità, dove un piccolo isolotto sornione e tranquillo come Burano può essere scosso da tragedie che nessuno si aspetta, dove il bene e la felicità di un bambino passano davanti ad ogni sofferenza del cuore.

“Ma questo mondo si è assuefatto alla violenza, non c’è più nulla che dia scandalo, tutto è diventato normale … Anche se non lo è” – quanta verità c’è in questa semplice frase.  

Ci penso, ci giro intorno, ma in fondo spesso ognuno di noi si stupisce di cose ovvie, perché l’anormale non dà più scandalo ma normalità.
E allora torno al libro, pensando che anche un semplice noir, ci spinge a guardare oltre alla fantasia, e in questo Massimo Rossi è stato un maestro.

Scritto in modo scorrevole, dove i personaggi sono sempre nitidi e in primo piano che ti prendono per mano senza mai farti smarrire nella storia, ma che ti portano a riflettere fuori dalla storia.
E’ un libro da leggere, assolutamente. Non voglio rivelarvi la trama, voglio stuzzicare dentro il vostro sesto senso la curiosità di lettura: passate qualche ora con Il Commissario Weber.


“Anche se si è stanchi, rassegnati, sconfitti, bisogna andare avanti”

mercoledì 9 agosto 2017

Mariel Sandrolini – Burlesque e delitti – Il lato meno godereccio di Bologna.

LoreGasp

… altri brividi. Lucifero, Caronte, e tutta la compagnia varia, cantante e bella, non smette di imperversare in questo territorio, e ai lettori non resta che rinfrescarsi con i brividi delle indagini degli impareggiabili commissari italiani.

È la volta di Bologna, la grassa, la godereccia, come si può vedere già nel titolo: parliamo di burlesque… ! E se non virassimo subito verso i delitti, che seguono immediatamente dopo, rischieremmo di perderci dietro a ricordi anche pruriginosi e imbarazzanti per la nostra identità nazionale, dato che uno dei nostri ex-Premier era particolarmente interessato a questa forma d’arte. Sempre se diamo retta ai giornali che hanno scritto fiumi di notizie di ogni colore e genere sul personaggio.

Ma torniamo pure al libro.

A Bologna, un integerrimo direttore di banca si sveglia con un bernoccolo in testa sanguinante, disteso in una casa non sua, un allarme d’antifurto che sveglia l’intera città e circondario, e un terrore semi-paralizzante nelle fibre perché non si ricorda più come e perché è finito lì. Vorrebbe scappare, far finta di nulla, mentre alcuni ricordi vengono a galla (quello avrebbe dovuto essere il luogo di un appuntamento galante e al buio con una bella ragazza), pensa di andare a casa, rimettersi insieme, dimenticare tutto e… si ritrova torchiato da un autoritario e seccato commissario Marra, intenzionato ad aprire e portare avanti la sua indagine con successo. Pare che sia avvenuto un furto, in quella casa, e lui è l’unico a sembrare il responsabile criminoso.

lunedì 7 agosto 2017

Segnalazioni editoriali#27 - Silvia Casini, Tutto in una notte e Di magia e di vento.

LoreGasp

Secondo il mio personalissimo punto di vista sulla libroterapia, se siete tipi che amate rifugiarvi in altri luoghi, ci vogliono thriller e romance storici, con tinte diverse, per movimentare e allettare l’attenzione.

Ecco due titoli appena planati nella mia casella di posta: Tutto in una notte, e Di magia e di vento, entrambi di Silvia Casini.







Silvia Casini, Tutto in una notte, Libro/Mania  

Tutto in una notte è prenotabile su tutti gli store online.
A partire dal 22 novembre, sarà possibile acquistarlo al prezzo di lancio di 0,99 euro: http://amzn.to/2fWuwe2


Maya si risveglia in una stanza d'ospedale. Non ricorda nulla di quello che le è successo nelle ore o nei giorni precedenti, ha perso completamente la cognizione del tempo e dello spazio. Non ricorda nulla neanche di quella maledetta notte e della gita nei dintorni di Sligo, Irlanda, durante la quale sono morti tutti i suoi compagni d’avventura. Per aiutarla a superare il trauma di quella notizia sconvolgente, i genitori decidono di farle cambiare vita trasferendosi a New York. Cosa è successo quella notte? Cosa significano quelle visioni incomprensibili? Perché il ricordo continua a perseguitarla anche a chilometri e a mesi di distanza?








venerdì 4 agosto 2017

Adriana Assini – Sogni diVini – Una favola di sogno.

LoreGasp

Un altro libro minuscolo, ma di grande fascino e potenza. La scrittrice è Adriana Assini, l’autrice dell’inaffondabile GiuliaTofana (in anticipo di duecento anni sull’Inaffondabile Molly del Titanic) passata qualche mese fa sulle pagine del Blog.

Quando l’ho letto, mi sono domandata se ci fosse spazio in questo tempo frenetico per una favola sogno come questo libriccino, edito da Scrittura e Scritture, nella collana I minuti, che ha fatto vincere il Premio Cesare Pavese – Sezione inediti nel 2006 alla sua autrice. Una favola che sa di antico, nelle parole e nel modo di far entrare nel proprio mondo. Uno dei nomi che mi vengono da accostarle è Boccaccio. Una certa atmosfera alla Boccaccio aleggia dolce, ma non per i motivi che solitamente si attribuiscono a questo scrittore: non ci sono riferimenti erotici, ammiccanti o maliziosi.

È vero che c’è anche la dolcezza dell’amore, ispirata dall’unico personaggio femminile presente, l’enigmatica dama Bianca, ma è qualcosa che solletica i sensi, la galanteria e trascende qualunque questione corporea. Il richiamo a Boccaccio è nella struttura della storia, che sembra discendere direttamente dalle novelle trecentesche: uno svolgimento di eventi quasi fiabesco, onirico, con un finale molto reale, di “risveglio”, e anche molto istruttivo.

La storia inizia con una pestilenza, che fa strage di esseri umani e animali nei reami d’Oriente, ad eccezione di un paese lontano, lontanissimo, dove sembra che il Duca del luogo viva immune con la sua famiglia e poche altre persone altamente selezionate, accuratamente rinchiusi nel suo castello. Sembra una notizia così inverosimile, che sembra una burla. Una sera, però, in una locanda arriva un giovane araldo elegante e dallo sguardo sfuggente, che lancia una sfida ai presenti. Il suo signore, il Duca menzionato sopra, è disposto ad aprire le porte del suo castello e accogliere coloro che saranno tanto forti, coraggiosi e originali da affrontare il lungo viaggio verso di lui, offrendogli in dono del vino. Un vino che dev’essere, però, di qualità estremamente elevata, unica: egli è un conoscitore profondamente appassionato, versato e competente in materia. Nessuno può permettersi di ingannarlo o di rifilargli un prodotto scadente.


giovedì 3 agosto 2017

Marco Ieva – Sottile Notte – Le mille facce della crudeltà.

LoreGasp

Marco Ieva è uno degli autori che intervennero a giugno al Salottino dei Libri di Buttigliera Alta, e scelse di farsi conoscere attraverso Nella fine è il mio principio, di Agatha Christie. Sottile notte, pubblicato da Echos Edizioni, è il suo secondo romanzo.

Con la linearità che mi contraddistingue, ho iniziato da questo a conoscere l’autore, piuttosto che partire dal primo, Marmellata rossa (che è attualmente in lettura).
Il titolo mi intrigava, e ha finito per riservarmi sorprese, una più gradita dell’altra.

Tanto per iniziare, una trama complessa in cui ogni personaggio e il suo filo di vita s’interseca stretto stretto con gli altri, per dar vita ad un disegno gradevole, crudele e tridimensionale. Non c’è piattezza, qui. Un certo disincanto che copre una rabbia mal contenuta che esplode con focolai violenti qua e là, in diversi personaggi, anche quelli più mansueti. Tutti vengono messi a dura, durissima prova, per cui ogni tanto la loro corazza sociale e umana si spacca.

Siamo a Torino e dintorni, come da sinossi:
È una gelida notte d'inverno. Tutto è immobile, avvolto dal freddo umido che chiude le persone oneste in casa. Torino è spenta, ogni movimento ridotto al minimo. Ma è una calma apparente, il silenzio che precede l'esplosione. In un quartiere qualunque della città un gruppo di giovani squatter cammina svogliato sul marciapiede parlottando, una donna attende ansiosa in macchina, vicino ad un furgone parcheggiato. Ad un tratto un allarme spacca il silenzio e in una manciata di secondi l'equilibrio crolla. Un uomo esce minaccioso di casa, sale in macchina e parte, diretto verso le zone sordide della metropoli, dove la vita non teme il freddo e segue regole che solo chi le frequenta conosce. Chi è quell'uomo? E perché c'è qualcuno che lo sta seguendo? È l'inizio di una efferata catena di eventi o è invece il termine di una spietata caccia al tesoro?...

martedì 1 agosto 2017

Vladimiro Bottone – Il giardino degli inglesi. La dolcezza seducente del Male

LoreGasp

… inizio il post con una piccola avvertenza. Se avete già letto Vicarìa, potete andare avanti. Se non avete letto Vicarìa, fermatevi qui, uscite/aprite il pc e andate in libreria, procuratevelo subito e leggetelo. Poi, procedete con l’acquisto de Il giardino degli inglesi, dato che ci siete.

Lessi Vicarìa due anni fa, per la rubrica radiofonica Scrittori Made in Campania, per Radio Piazza Live, e ne rimasi stregata fino in fondo. Paragrafi del libro, dialoghi e caratterizzazioni ogni tanto mi si affacciavano alla memoria. Un bellissimo atto di nostalgia, che mi piaceva rinnovare. Per quanto fosse una storia auto-conclusiva, Vicarìa lasciava una porta aperta. Questo si traduce, in un lettore, in una spasmodica attesa del resto. Una preghiera quotidiana e anche imperiosa, che lo scrittore e l’editore dessero alle stampe nottetempo il libro con le chiavi, le soluzioni, i nomi, i visi tenuti velati.

E la porta aperta di Vìcaria introduce ad un giardino. Il giardino degli inglesi di cui si parla è un cimitero. Esiste, a Napoli, un cimitero monumentale, ilCimitero acattolico di Santa Maria della Fede, che fu costruito su impulso della forte comunità britannica sul territorio, nel 1821, e che ha una storia piuttosto interessante, nelle sue pietre.

Ed è qui che arriva Peter Darshwood per trovare il suo posto definitivo accanto all’amatissima sorella Emma, l’angelica Signorina Darshwood insegnante di musica dei piccoli di Vicarìa, unica luce nel buio senza requie di quel posto altamente ipocrita. Nel libro precedente, Emma fu uccisa da Michele Florino, il sadico soprintendente del Serraglio, figura di copertura e di distrazione da un demone ben più altolocato e socialmente accettabile. Spinto da un dolore insopportabile, il fratello piombò a Napoli per scoprire le vere cause dell’omicidio, e finì per scontrarsi a duello con Domenico De Consoli, l’anima nera in redingote inappuntabili, il progettista esecrabile della soppressione di Emma. (Per chi ha letto Vicarìa: rileggetevi il brano del duello, e stupitevi di come l’autore lo ha costruito in modo insuperabile.)

martedì 25 luglio 2017

Le Interviste Del Furore#3 - Dott. Piero Ferrero

LoreGasp

La Libreria Belgravia di Torino ha un calendario di presentazioni fittissimo, a dispetto del calendario che vorrebbe tutti in vacanza, a partire dalle menti. Giovedì 20 luglio scorso è stato presentato un titolo nuovissimo, La verità nascosta del Dott. Piero Ferrero, di cui ho scritto nel post precedente.
Solitamente, alla recensione segue l’intervista con l’autore, che si accomoda sulla mia sedia telematica. Questa volta, invece, sono andata a incontrare di persona il Dott. Ferrero per sottoporgli alcune domande, in modo da farlo conoscere meglio ai lettori del Blog e a coloro che non hanno potuto assistere alla presentazione.

Buongiorno Dott. Ferrero, e grazie di essere qui con noi oggi. È appena uscito il Suo libro La verità nascosta, per Erickson Live. Non è il suo primo scritto in assoluto, poiché nel Suo sito www.pieroferrero.it si può consultare un lungo elenco di articoli, ciascuno dedicato ad argomenti molto complessi. Quando ha sentito l’impulso a scrivere, e in modo così copioso, considerando l’importanza della sua principale attività?

Buongiorno! Fin dagli inizi della mia professione di psicoterapeuta, ho sentito forte il desiderio di scrivere. In quei momenti, si trattava di articoli specializzati, per lo più rivolti a colleghi e studenti di Psicologia. Il taglio dello scritto infatti, era molto tecnico, per quanto volessi sempre e comunque privilegiare la chiarezza di espressione. Fino al 2010, circa, ho scritto soprattutto articoli di carattere clinico nell’ambito delle psicosi giovanili. Dopodiché, ho iniziato a cambiare il mio approccio alla scrittura e a pensare di allargare la cerchia dei destinatari dei miei messaggi.

venerdì 21 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#4 - Piero Ferrero - La verità nascosta

LoreGasp

Ieri, giovedì 20 luglio, presso la Libreria Belgravia di Torino, il dott. Piero Ferrero ha presentato il suo libro La verità nascosta, edito da Erickson LIVE. Torinese prestato al Trentino Alto Adige dal 2005, è uno psicologo e psicoterapeuta di lunga esperienza, con moltissimi articoli e pubblicazioni al suo attivo. Fondatore dell’associazione Gli Amici, nel 1986, nata con lo scopo di affiancare alla psicoterapia iniziative ed eventi di aggregazione e di cultura, ha sentito da subito il fortissimo impulso a scrivere.
Se volete conoscerlo, ecco il suo sito da visitare.
All’inizio si è trattato di un pubblico di nicchia, come i suoi colleghi, poiché le sue pubblicazioni mostravano un taglio molto tecnico e specializzato, soprattutto clinico.

A partire dall’anno 2000, in avanti, si è fatto più forte il desiderio di diffondere il suo messaggio verso altri lettori che non avessero necessariamente la preparazione scientifica o molto avanzata dei suoi colleghi psicologi e psicoterapeuti, ma che mostrassero il desiderio di accostarsi ad un altro modo di vedere se stessi, il mondo, i rapporti con gli altri, senza infilarsi necessariamente in un discorso clinico e magari un po’ distaccato.

martedì 11 luglio 2017

Paolo Pollacino e Elisabetta Ruffino – Tutto e subito. La velocità dei sogni.

LoreGasp

… uno di quei libri non-libri che mi stanno catturando sempre di più, ultimamente. Sembrano libri, all’apparenza: una volta aperti, però, si rivelano porte per altre forme di lettura. Forse sarebbe più giusto chiamarli oltre-libri. Sono quelli che sono difficili da rinchiudere in etichette (romanzo, saggio, graphic novel) perché sono quelli che non ne hanno bisogno: si leggono, sì, ma si ascoltano, si percepiscono, si sentono, si vedono. Aprite la copertina e tutto di voi viene sollecitato a prestare attenzione. Persino le orecchie, sì.

Solo per essere veloce nell’esprimermi, lo posso definire romanzo. Un romanzo di vita. O meglio, di vite, perché qui sono due quelle che parlano. Ma nel momento stesso in cui lo scrivo, comprendo perfettamente che è riduttivo. Per cui, andrò semplicemente a parlare di cos’è avvenuto, una volta superata la copertina del libro e la vibrazione del titolo. Che non è da trascurare, affatto.

Tutto e subito. È un’espressione che di solito si usa per definire gli arroganti, gli impazienti, i pretenziosi. O quelli che si vuole etichettare superficialmente così, senza ascoltare e guardare di quale fibra sono veramente intrecciati. Tutto e subito: impossibile avere tutto e subito, per una certa scuola di pensiero, per cui, chi lo desidera, non può che essere un arrogante, impaziente, ecc.
Se la pensate così, e volete ricredervi, oltrepassate la copertina. E quando la richiuderete, dall’altro lato, capirete che si può fare, ed è del tutto naturale farlo, se si è scelto di essere protagonisti e presenti a se stessi.

Se la pensate così, e non volete ricredervi, cambiate libro. Questo è un oltre-libro, e per voi potrebbe essere un po’… oltre.

lunedì 10 luglio 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#3 - Lionello Capra Quarelli - Un martedì di pioggia e altre storie

LoreGasp

In questa estate di caldo africano fuori latitudine, ci vogliono brividi. Oltre a quelli dati da cubetti di ghiaccio, gelati o condizionatori tenuti a temperatura frigorifero, aggiungo quelli provocati dalla lettura.

Per questo, ecco farsi avanti un commissario di polizia. E già il suo ruolo fa venire i brividi… soprattutto se non si è proprio così a posto con la coscienza. In questo Blog ne sono sfilati tanti, di provenienza diversa da tutta Italia e ancora se ne vedranno tanti, ma finora quasi nessuno di Torino.
Il Commissario De Nicola è il nuovo tutore dell’ordine a presentarsi ai lettori del Blog, protagonista di Un martedì di pioggia e altre storie, pubblicato da Golem Edizioni, e dei precedenti romanzi di Lionello Capra Quarelli: uomo di bella presenza, di aspetto curato, intelligenza pronta e carattere che prende fuoco piuttosto facilmente… ma solo in casi sporadici. Quando è con l’affascinante fidanzata Maria, poliziotta dislocata all’Ufficio Stranieri, che contribuisce a stemperargli gli orrori visti durante il giorno, e quando vuole scuotere a fondo i malviventi che ha già individuato come colpevoli, e che tentano la carta della resistenza e dell’arroganza per scampare all’arresto.

martedì 4 luglio 2017

Leggere ... volare ... vivere!#41 - E la vita urlò


SimoCoppero

E’ da qualche tempo che ho finito di leggere “E la vita urlò” di Nella Scoppapietra, ma questo libro, finita l’ultima pagina, ha richiesto di essere lasciato a sedimentare più del solito: perché è una lettura intensa. Loredana del libro di Nella vi ha già parlato sul blog, quando il libro è stato presentato al Salone del Libro (eccoci che compare nuovamente la parola Salone) e prometto che non vi tedierò, ma ho sentito dentro l’anima il bisogno di scrivere anche io su questo racconto (sul blog succede di rado che entrambe scriviamo sullo stesso libro).
Ormai conosco la scrittrice da un po’ di tempo, e spesso la prendo in giro bonariamente per la sua capacità di diventare invisibile vista la sua timidezza, ma quando poi la leggo tutto esplode! A una domanda fatta al Salottino dei libri in cui si è chiesto “cosa è per voi scrivere?” candidamente Nella ha risposto “libertà”: ecco leggendola ho capito tutto quello che la sua risposta significava e significa tutt'ora.

Ho percorso questa storia con un trasporto e un’emozione diversa da tante altre volte: c’è una vita intera in centosessantacinque pagine, c’è dolore, gioia, voglia di sparire, ma c’è anche voglia di rinascere, di ricominciare, di smetterla di guardarsi dentro e trovarsi fuori posto.

“ … le loro anime continueranno a brillare ricordandoci che ognuno di noi ha la possibilità, ogni giorno, di scegliere se guardare la vita scorrere o se afferrarla e combattere, se rimanere nell’ombra o diventare fonte di luce, se fermarsi all’apparenza o se guardare oltre …”

Romanzo di riflessione, romanzo che non lascia spazio alle interpretazioni, romanzo che sceglie una strada e te la fa percorrere fino al fondo.

“Sono uscito dal buio in cui ero piombato grazie ad alcune persone che, con l’incredibile candore del loro cuore e della loro anima, sanno rischiarare gli angoli oscuri delle nostre meschine esistenze.”

Passeggiando tra le pagine e perdendomi nel flusso dei pensieri e delle riflessioni ho incontrato senza volerlo tanti autori che mi stanno tenendo compagnia ultimamente:  Francesca Battistella che nel suo libro ci accompagna nel mondo dei social, Antonio Mesisca che cita nel suo romanzo Dostoevskij, Giorgio Astolfi  che ci fa camminare tra le coincidenze e le opere d’arte,  Marco Sartori che ci parla degli spazi aperti come le montagne e il ritrovare se stessi come in questo troviamo l’Africa e le distese di sabbia; Nella scrivendolo non poteva saperlo, ma è riuscita a raccogliere tanto dei suoi colleghi ed è riuscita a innescare nel lettore paragoni e affiancamenti pur trattandosi di libri di generi diversi.


Leggetelo anche se non amate il genere, leggetelo perché riuscirà a essere una dolce scoperta, leggetelo perché la vostra cultura sarà più ricca e sicuramente sentirete la vita urlare.

lunedì 3 luglio 2017

Le Interviste Del Furore#2 - Anita Virga

LoreGasp

Dopo aver presentato il suo libro, Subalternità Siciliana, ecco Anita Virga, che è venuta a sedersi sulla nostra sedia telematica delle interviste.

Anita Virga è Lecturer nel Dipartimento di Italianistica presso la University of the Witwatersrand di Johannesburg, Sudafrica. Ha pubblicato vari articoli su cinema e letteratura italiana. Suoi interessi di ricerca sono la Sicilia, il postcolonialismo, questioni di gender e race.

Buongiorno, Anita! È un piacere averti qui sulle pagine del Blog Del Furore Di Aver Libri, dopo averti conosciuto di persona per la presentazione del tuo libro “Subalternità siciliana”, pubblicato da Firenze University Press, presso la Libreria Belgravia. Ci racconti di te?

Ciao Loredana, il piacere è mio! Ho 34 anni e da 9 sono risiedo all’estero, prima negli Stati Uniti, in Connecticut, dove ho conseguito la mia seconda laurea e il dottorato di ricerca in italianistica e dal 2013 in Sudafrica dove sono docente presso l’Università del Witwatersrand a Johannesburg. Insegno lingua, letteratura e cinema italiano e conduco ricerca nell’ambito dell’italianistica.

venerdì 30 giugno 2017

L'Angolo Furioso di Belgravia#2 - Anita Virga – Subalternità Siciliana

LoreGasp

Secondo appuntamento con l’Angolo Furioso di Belgravia, per il ciclo Facce di Sicilianità. Dopo la denuncia coraggiosa di Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, arriva un testo di ricerca molto approfondito, che guarda ad alcune radici importanti della nostra storia letteraria. 

Si tratta di Subalternità siciliana – nella scrittura di Luigi Capuana e Giovanni Verga, di una giovanissima professoressa italiana presso la University of Witwaterstrand di Johannesburg in Sudafrica, Anita Virga. Un testo svelto e profondo allo stesso momento, e un’autrice molto preparata e spigliata, che ieri ho avuto l’onore di intervistare presso la Libreria Belgravia di Luca Nicolotti, a Torino.

Anita Virga è l’esempio di quell’Italia giovane, preparata e coraggiosa che i nostri amati ministri non vedono proprio (non ripeterò tutte le uscite desolanti a base di calcetto e bamboccioni dei mesi scorsi, da parte di alcuni degli occupanti di Montecitorio), e che invece ci rende così felici e rassicurati, quando sappiamo che esiste sul serio e sta lavorando con vigore e pulizia in altre parti del mondo, costruendosi una propria strada.

Se gli occupanti di cui sopra fossero stati presenti ieri sera, avrebbero ascoltato come nasce un libro sul serio e come il nostro patrimonio letterario, una parte molto specifica di questo, è stato letto, mangiato, meditato ed elaborato in una vita giovane ed espresso in un modo così serio e profondo.
Il punto di partenza di questo libro è un interrogativo molto personale, nella vita dell’autrice. 

martedì 27 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#40 - Coincidenze plurime


SimoCoppero

Ultimo giro di giostra per il Salone del Libro di Torino edizione 2017? Con noi del blog niente è mai certo, ormai dovreste aver imparato a conoscerci. Non ci sentite per qualche tempo, ma dietro le quinte, si programma, si legge, si spostano borsate di libri, ci si confronta. Ma torniamo al libro, la mia seconda presentazione importante al Salone: Coincidenze Plurime.

Un noir. Un noir diverso dal solito standard: capitoli serratissimi della lunghezza insolitamente breve,  un libro dove si parte trovando il Commissario Castellaneta  e la sua vita e poi si incontra il morto, quasi per caso.
Si perché il racconto si sposta molto sulla società e sulla quotidianità in cui ci troviamo a confrontarci, sulle amicizie, quelle vere o forse quelle false, sull’opportunismo , sulle vie forzate che ci richiede la vita o quelle alternative che ognuno di noi decide di percorrere, sulle scelte che si arriva a fare per essere un passo avanti.

Questo noir che spesso passa anche sui campi da golf, ci obbliga a soffermarci e a riflettere proprio come obbliga a fare il gioco; è un gioco di intrecci emozionali e di coincidenze, proprio come nel titolo Coincidenze plurime, per arrivare a sbrogliare la matassa dell’intrigo, del tradimento e per trovare l’assasino.

Giorgio Asfolfi, sussurra quasi al posto di scrivere, è leggiadro come una piuma nel dipanare il suo racconto, dove riesce a mescolare dolore, amicizia, destino, opere d’arte con grande maestria.

Volete mica sapere di più sulla trama? E no, dovete leggerlo, dovete provare a mettervi nei panni del Commissario Castellaneta, delle plurime coincidenze del libro e del destino e arrivare alla fine meditando su tutte le sfaccettature. Non sarà una passeggiata, ma sarà un profonda riflessione sull’Italia di oggi.
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