venerdì 23 giugno 2017

Margaret Mazzantini – Non ti muovere. E vivi.

LoreGasp

Un libro che è venuto a svegliarmi con prepotenza. Uno di quelli che, se si legge, poi si fa fatica a lasciar riposare tranquillo, e a passare ad altro. Uno di quelli che ti fa riflettere quando ti accingi a fare qualcosa, soprattutto se si tratta di qualcosa che ha a che fare con la scrittura. E uno di quelli che ti spinge a far emergere il meglio di quello che sei e hai, perché qualcun altro l’ha fatto prima di te. Senza clonare, senza copiare: troppo facile. No, tira fuori quello che sei sul serio, in semplicità.

Lessi il libro qualche settimana fa, poiché era stato scelto da una delle autrici ospiti del Salottino dei Libri di Buttigliera, Nella Scoppapietra, come uno dei testi che la ispiravano maggiormente. Da allora, mi faccio girare in testa domande su quello che ho io da dire, o da esprimere, e come. (Ed essendo una facilitatrice Access Consciousness, questo diventa anche più divertente…) Alcuni libri sono intrisi di questo potere di catalizzazione: toccano zone inconsapevoli della propria attenzione e personalità di lettore, e danno il via ad alcune reazioni chimico-alchemiche, che all’inizio passano pure inosservate e poco spiegabili. Però, poi, si fanno sentire.

Cosa sento io? Un grande, grandissimo respiro.

mercoledì 21 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#39 - Lo sguardo oltre le vette



SimoCoppero

Come in precedenza vi ha detto la mia collega Loredana, parleremo ancora spesso di Salone del Libro. Sì, in questo periodo sono rimasta un po’ indietro con i lavori e ancora non ho scritto nulla sugli autori che ho avuto l’onore di presentare.
Come avete già letto, è stata la mia prima volta davanti a un pubblico e devo dire che i due cavalieri che ho avuto al mio fianco sono stati eccezionali.
Oggi vi parlo del libro di Marco Sartori, Lo sguardo oltre le vette; è vero Loredana ne ha già scritto in precedenza su queste pagine, ma un punto di vista diverso non fa mai male: magari vi convinciamo che è proprio un libro che non può essere tralasciato e deve assolutamente essere letto.
Non mi dilungherò sulla trama o sul suo personaggio Garibaldi, ma vi parlerò della Signora, la montagna, quella che più di ogni altra cosa mi dà emozioni.
Quando mi sono tuffata nelle prime pagine ho capito di essere a casa. Amo così tanto la montagna da riuscire a sentirla e vederla anche quando non ci sono. I profumi, il respiro del bosco, i rumori, la salita silenziosa, i versi degli animali, il cinguettio degli uccelli, tutto quello che mi fa sentire a mio agio quando mi ci immergo.
La montagna insegna, la montagna deve essere letta e capita, la montagna può essere vissuta da tutti in base alle possibilità (che non sono quelle economiche), ma sempre rispettata. Sì perché come spesso si dice, la montagna non perdona, non perdona gli errori, non perdona il sottovalutare e il non rispetto.
E’ una scuola a tutti gli effetti, una scuola severa, ma che ci concede traguardi e soddisfazioni, proprio come ci racconta Garibaldi.
“Aveva amato la montagna soprattutto per la solitudine che aveva saputo donargli, perché le vittorie sulle vette erano state gesta epiche e sue soltanto …..” Anche io come Garibaldi la montagna so viverla così, nel freddo dell’alba per non incrociare nessuno se non chi la vive veramente, nel cuore tutti i ricordi e le sensazioni più belle.

Questo è stato per me leggere Lo sguardo oltre le vette: respirare aria tersa e vedere colori limpidi.

martedì 20 giugno 2017

Leggere ... volare ... vivere!#38 - La bellezza non ti salverà


SimoCoppero

“Non è colpa mia se il mondo è pieno di imbecilli convinti che la loro bellezza gli dia il diritto all’amore assoluto, alla venerazione, al successo e alla gloria.” Non è l’inizio di questo fantastico noir, ma uno stralcio, preso a caso: uno dei tanti che leggendo mi hanno fatto riflettere su una società come la nostra, malata.
Sto parlando di “La bellezza non ti salverà “, un noir, un thriller, una commedia, vi lascio lo spazio dopo averlo letto di collocarlo dove vorrete, perché secondo me è un giusto mix di tutto.
Francesca Battistella riesce nel suo narrare a mettere a fuoco, come se stesse applicandosi a scattare la miglior istantanea possibile, la nostra piccola, sporca, meravigliosa collettività con una facilità disarmante. Tocca qualsiasi aspetto: la famiglia, l’amore, la convivenza, la malattia, la bellezza, l’amicizia, la corruzione, la semplicità, l’imprevisto,la tecnologia, facendoti riflettere nonostante si stia cercando un movente e un assassino.
Gioca intorno all’S.I. – Soggetto Ignoto – con la bravura dei migliori episodi di Criminal Minds, ti stuzzica, ti racconta scenari nella testa della profiler ma senza mai svelare, fino ad un punto di non ritorno. Ma in quel punto avrete già messo a soqquadro tutti i vostri punti fermi.
Ci porta a viaggiare nella rete, nella realtà meschina dei social, quella delle apparenze dove la bellezza conta più del resto, dove è così facile cadere in tranelli senza via di uscita, dove esiste un mondo buio, un mondo che difficilmente riesci a immaginare.
Non vi parlerò della trama, dovete leggerlo per innamorarvene, vi dirò però che ci sono personaggi fantastici, cuciti con maestria, mai banali, anzi molto molto interessanti. Sono sicura che la vostra immaginazione letteraria vi porterà a identificarli con visi sicuramente noti, cominciando proprio da Costanza.
Alfredo l’amico sensitivo, che gioca a fare il detective, Enrico il fidanzato di poche parole, Giacomo il collega affascinante e intelligente, e tanti altri che bene si sposano con tutto il racconto andando ad aggiungere elementi preziosi.
Le ambientazioni sono dipinti su una tela estesa e con color tenui, ma sempre ben definiti, il Lago d’Orta con le sue dimore di fantasia ci racconta un paesaggio da fiaba.

Questo libro in realtà è l’ultimo dell’autrice che con la profiler Costanza ne ha scritti altri due: si possono leggere non in sequenza, proprio come ho fatto io, ma ora vado a colmare le lacune.

venerdì 16 giugno 2017

Lucio Cucinotta – Luci dall’ombra.

LoreGasp

… in un perenne gioco, anche crudele, talvolta, che non si ferma mai. Se dovessi riassumere in poche parole il libro Luci dall’ombra di Lucio Cucinotta, ricorrerei a questa immagine di un caleidoscopio fatto di ombra e luci in cui, ad ogni movimento, cambia la prospettiva, la disposizione e la prevalenza di oscurità oppure luce. E tutto in continuo, perenne cambiamento. Non c’è staticità, in queste pagine, poiché tutto corre e si sviluppa esattamente come capita nelle figure del caleidoscopio.

Come avete potuto leggere nell’intervista pubblicata ieri, uno dei temi toccati da questo libro, forse il più carico e scabroso, è quello della pedofilia. Quando entriamo nella storia, aprendo la copertina, calchiamo uno dei posti meno legali e innocui degli edifici costruiti dagli esseri umani, ovvero un bordello. Niente atmosfere proibite, magari un po’ leziose, tipiche di certi romanzi con sfondo buonista, o allettanti come potevano essere alcuni testi licenziosi del Settecento francese.

mercoledì 14 giugno 2017

Le interviste del Furore, l'Angolo Furioso di Belgravia: Lucio Cucinotta, Luci dall'ombra

LoreGasp

Inauguriamo un'altra rubrica per il Blog Del Furore Di Aver Libri, che comprende le interviste agli scrittori che passano sulle nostre pagine, emergenti e titolati. Il "pretesto" è una collaborazione che nasce praticamente da adesso, con la Libreria Belgravia di via Vicoforte 14/D e via Monginevro 44 bis a Torino. Oltre a consigliarvi, se siete di Torino, di visitarne il negozio, iniziate a dare un'occhiata alla loro Pagina Facebook.

Come Lettrice Ex-Furiosa, ho sempre avuto la curiosità di conoscere uno scrittore andando a sbirciare "dietro" le parole che scrive, alla ricerca della fonte di quell'ispirazione, di quell'espressione.

Lucio Cucinotta
Oggi è venuto a sedersi sulla sedia vicino a me (per quanto digitale) Lucio Cucinotta, autore di Luci dall'ombra, Cavinato Editore International, reduce da una presentazione di sabato scorso 10 giugno presso la Libreria Belgravia di via Vicoforte, 14/D a Torino.

Una brevissima biografia, prima di lasciargli la parola.

Lucio Cucinotta, classe 1983, vive a Messina, a pochi metri dal centro della città.
Appassionatissimo di Teatro e Cinema sin da ragazzo, comincia a frequentare dapprima dei laboratori teatrali nella stessa città.
Ben presto, capendo la sua strada e volendo migliorarsi sempre più in quello che attualmente è il suo lavoro, si trasferisce a Catania, frequentando per tre anni un’accademia D’Arte Drammatica.
Comincia intanto a scrivere varie commedie per il teatro, tra le quali una, Nonostante Tutto, prende spunto proprio da questa raccolta di pensieri.

Per Aletti Editore ha pubblicato Sprazzi d'Estro.

domenica 11 giugno 2017

Il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta – Libri e cultura all’aperto

LoreGasp


Come anticipato in qualche post fa, sabato 10 giugno si è tenuto il Salottino dei Libri a Buttigliera Alta, nato da una collaborazione tra il Comune di Buttigliera Alta, Bolla e Fantasia e il Blog Del Furore Di Aver Libri. Otto autori di diverse case editrici, con forte preponderanza di Spunto Edizioni (che gioca in casa), riuniti nella struttura polivalente a fianco dell’edificio del Comune.

Nella Scoppapietra (E la vita urlò, Spunto Edizioni), Francesca Cuzzocrea (Mi hanno fatto sedere qui, Lettere animate), Mario Chiabrera (Forést, Caosfera), Luigi Bonomi (Una squadra improbabile, Spunto Edizioni), Lucia Giongrandi (Dove sei, Spunto Edizioni), Marco Sartori (Lo sguardo oltre le vette, Spunto Edizioni), Riccardo Martinotti (Abdelkader Il campione che non corse la maratona, Impremix Edizioni), Marco Ieva (Sottile Notte , Echos Edizioni).

Ecco la formazione (tanto per riecheggiare il contenuto de Una squadra improbabile di Bonomi) degli otto scrittori riuniti per parlare sì dei loro ultimi libri, ma soprattutto per rispondere e parlare del tema del Salottino: in quale autore/autrice vi rispecchiate stilisticamente?

mercoledì 7 giugno 2017

Nella Scoppapietra – E la vita urlò. La potenza che si fa sentire.

LoreGasp

E quando la vita urla, tutto il resto tace. Soprattutto le voci inutili, quelle che portano disturbo, o vorrebbero schiacciare quello che è necessario che fiorisca e si esprima.

Seconda uscita per Nella Scoppapietra, dopo La musica addosso, per Spunto Edizioni. Un’uscita importante, in un’occasione anche importante come il Salone del Libro di Torino. (E ridaje! Non ce ne liberiamo più, di questo #SalTo30!) E a me è toccato l’onore di presentarla per la prima volta, con il libro freschissimo di stampa (quel profumo… ! Inebria e seduce.), e il suo sorriso dolce di scrittrice di talento che si schermisce.

Con il primo libro, ha in comune il fatto che ruota soprattutto intorno ad una donna, che qui si chiama Rahel, e lo stile sempre ricco, evocativo e mai pesante. Mentre ne La musica addosso il centro era occupato dal rapporto amoroso tra un uomo e una donna nei suoi lati fisico, musicale e spirituale, qui la forza amorevole si espande notevolmente, toccando altri personaggi, di razza, età, storia diverse, facendoli parlare e intrecciandoli l’uno all’altro in un tessuto complesso. Attraversa tempi, città e continenti diversi, senza stancarsi mai.

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